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Monreale, a 40 anni denuncia ai carabinieri il marito-padrone dopo anni di violenze e soprusi

"Aveva provato anche a soffocare il nostro bambino", dopo 20 anni trova la forza di denunciare, "mia suocera minacciava di buttarmi fuori casa se non lo perdonavo"

Ha deciso all’età di 40 anni, dopo più di 20 di matrimonio, di denunciare ai carabinieri la sua storia di violenza e soprusi subiti da quello che ha definito un marito-padrone. Antonella (usiamo questo nome di fantasia), monrealese, oggi 44 enne, è madre di tre figli, due oggi maggiorenni ed uno ancora minorenne.

Dopo tanti anni è riuscita ad uscire dal tunnel della violenza e nel novembre del 2018 ha trovato la forza di rivolgersi alle forze dell’ordine. Ha capito che non poteva più sopportare, lo doveva a se stessa e ai suoi tre figli. 

“Il rapporto con mio marito non si è mai basato sull’amore, lui mi ha sempre ordinato di eseguire un qualcosa e io ho sempre obbedito. Ho cercato di ribellarmi a tale condizione, ma considerata la situazione familiare in cui versavo, passivamente ho sempre deciso che la cosa migliore da fare sarebbe stata quella di rimanere con mio marito in quanto, nonostante non provassi alcun amore nei suoi confronti, in qualche modo mi aiutava a sopravvivere”.

La sua è una delle tante terribili storie di vessazioni e di violenza che si ripetono all’interno delle mura domestiche. Una condizione che si acutizzata con la pandemia che ha costretto molte donne a trascorrere ancora più tempo in casa con i loro aguzzini.

“Stefano (nome di fantasia del marito, ndr) ha usato sempre violenza nei confronti miei e dei nostri figli. Nell’ottobre 2009 l’ho querelato per percosse”. Il motivo scatenante di questa lite? “Lui mi aveva ordinato di fare un qualcosa al quale io mi ero opposta. Ma dopo una settimana, per paura che potessero togliermi i bambini o che da sola non sarei stata in grado di rifarmi una vita, ho deciso si rimettere la querela”.

“Stefano era finito in carcere una prima volta, anni prima, quando aveva cercato di soffocare mio figlio. Era il 2011, mio figlio era piccolo. Mio marito non lavorava, rimaneva spesso in casa. Si lamentava spesso del pianto dei bambini e inveiva contro di loro e contro di me. Finché la situazione è degenerata quel giorno di novembre quando, in preda ad un raptus di follia, ha tentato di soffocare nostro figlio. Ricordo che arrivarono i carabinieri e l’ambulanza. In seguito al referto del pronto soccorso Stefano venne arrestato. Trascorse pochi giorni in carcere, poi sei mesi ai domiciliari in casa della madre. Successivamente tornò nella nostra abitazione. Ma dopo un primo periodo di apparente calma Stefano era tornato minaccioso. Non voleva lavorare, trattava tutti male”.

Antonella ha vissuto anni di solitudine. Veniva minacciata da Stefano che l’avrebbe buttata per strada, che le avrebbe tolto i figli. “Mia suocera mi continuava a dire di perdonarlo, minacciandomi che altrimenti mi avrebbe mandato via di casa, dato che l’abitazione in cui vivevamo era intestata a lei. Io per paura ed ignoranza ho sempre creduto alle minacce e ho continuato a subire senza dire nulla”.

Sono anni in cui Antonella si piega in silenzio ai maltrattamenti e alle sue pretese, anche di tipo sessuale. 

“Un lungo rapporto infelice. Lui mostrava un po’ d’affetto solo quando arrivava l’assegno dell’INPS per una malattia di cui è affetto nostro figlio”.

Finché nel novembre del 2018 la donna decide di sporgere querela contro il marito, denunciandolo per le violenze sessuali alle quali l’aveva costretta e per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

“Mi minacciava che se non mi sarei sottomessa alle sue richieste non avrebbe più ottemperato ai suoi obblighi nei confronti dei figli e mi avrebbe buttata in mezzo ad una strada. Ed infatti per alcuni giorni ci ha lasciato senza più nulla da mangiare”.

Nella circostanziata denuncia Antonella racconta ai militari della stazione di Monreale gli episodi tremendi di cui è stata vittima, nei più minimi particolari, e della sua paura a condividere la notte il suo stesso letto.

“Dopo la mia denuncia i carabinieri l’hanno prelevato e portato in carcere. Poi gli sono stati assegnati gli arresti domiciliari, finché ha fatto ritorno a casa”.

Ma Antonella, che oggi ha 44 anni, non vuole tornare più indietro. È adesso consapevole che deve rifarsi una vita e vuole allontanare i figli da questo padre. Chiede a Stefano la separazione. Ma lui non vuole saperne ed allora Antonella si rivolge ad un legale per avviare le pratiche per la separazione. 

“Da allora mi minaccia che se esco di casa non mi farà rientrare né mi darà da mangiare”. E così è stato. Dal 2019 Antonella è stata buttata fuori casa. Ha trovato ospitalità da amiche. “In più, per dimostrare la mia incapacità a portare avanti i nostri figli da sola, per lunghi periodi non ha acquistato i beni di prima necessità per i nostri figli, né ha provveduto alle cure mediche di cui nostro figlio necessita”.

Successivamente Stefano, che percepisce il reddito di cittadinanza, si è trasferito in casa della madre. Da allora non paga più le utenze della casa dove abitano i tre figli. “Anche io e le mie figlie maggiorenni percepiamo il reddito di cittadinanza. Ma ci ritroviamo da sole a pagare acqua, luce, rifiuti, spese mediche, più tutto quanto serve per il quotidiano. Lui non contribuisce più a nessuna spesa per i figli”.

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