Giulio Mannino è a capo del gruppo consiliare monrealese più numeroso, la Nostra Terra, con una squadra di 6 consiglieri comunali.
Alleato molto vicino al sindaco Alberto Arcidiacono, è un attento osservatore delle dinamiche politiche monrealesi. Con lui facciamo il punto sulla situazione politica monrealese e sul nuovo scenario che si è presentato all’indomani del voto per le regionali del 25 settembre.
Alla luce dello spostamento a destra dell’elettorato monrealese, certificato il 26 settembre, non pensa che il progetto civico nato nel 2019, all’origine dell’amministrazione Arcidiacono, sia ormai inadeguato? Non pensa che l’amministrazione monrealese dovrebbe rispecchiare il voto espresso dai suoi elettori e quindi avere una ben più precisa connotazione di centro destra?
La città di Monreale si è risvegliata il 26 settembre a destra. Dalla lettura dei risultati è chiaro che non c’è stata partita con il centro sinistra. Abbiamo riscosso un grande consenso. Però è vero anche che in questa amministrazione siamo per già per il 90% di centro destra. Quando ci siamo candidati il Partito Democratico non aveva presentato una sua lista. C’è un lista civica, Obiettivo Futuro, riconducibile al centro sinistra, ma che all’interno ha soggetti politici di centro destra, come Riccardo Oddo ma anche altri.
Il paese alle scorse elezioni regionali ha premiato Marco Intravaia. Ritiene davvero che gran parte dei risultati conseguiti in questi tre anni dalla città di Monreale siano riconducibili al suo impegno e al suo rapporto stretto con l’ex governatore Nello Musumeci?
Indubbiamente. Marco ha lavorato tantissimo in 3 anni e mezzo, ed è stato premiato dagli elettori per questo. Altrimenti sarebbe stato premiato il deputato uscente, che invece non è stato rieletto. L’impegno per la città di Marco è sotto gli occhi di tutti, soprattutto quanto sia stato significativo e abbia fatto la differenza. Il resto non conta nulla. Ricordiamoci che quando il centro sinistra ha governato la Sicilia i deputati di riferimento di soggetti politici monrealesi non hanno messo a favore della nostra città l’impegno che invece Marco ha dimostrato di avere dato.
Però bisogna dire che il risultato elettorale di Marco è frutto anche dell’appoggio del sindaco e di quasi tutta la lista de “La Nostra Terra”.
Quindi non pensa che il Partito Democratico, che è stato penalizzato dagli elettori, avrebbe meritato di più per il contributo dato in questi anni a Monreale?
Il Partito Democratico non esiste, non ha creato un gruppo consiliare. Di certo in amministrazione non esiste.
È un problema del segretario cittadino tirare le somme. Ma è certamente sotto gli occhi di tutti che il risultato ottenuto sia stato deludente. E questo perché negli anni il PD non si è distinto e non ha contribuito alla crescita di Monreale. Lo riconfermo. Quando per 3 anni il Pd ha governato la città di Monreale e la Sicilia, deputati regionali del PD, con i quale alcuni vantavano e vantano a Monreale il forte legame, e parliamo in un caso anche di un assessore regionale, non hanno portato nessun beneficio a Monreale.
In questi giorni abbiamo assistito al tentativo del movimento civico Monreale Bene Comune di fare fuori l’assessore Rosanna Giannetto. Che giudizio dà del suo operato di amministratore?
L’assessore Giannetto si è distinta per l’ottimo lavoro svolto in questi 3 anni e mezzo per il bene della città. Personalmente mi ritengo soddisfatto dei suoi risultati. Che poi MBC ne chieda la sostituzione è un problema interno al movimento civico.
Se si trovasse nella condizione di sostituire un assessore, chi ritiene andrebbe rimosso?
In questo momento nessuno, hanno tutti lavorato in maniera egregia.
Altro argomento all’ordine del giorno è il dopo elezioni. Ritiene che la componente più di sinistra, rappresentata dall’assessore Sandro Russo, possa essere a rischio?
No, anche perché Sandro ha dimostrato in questi anni di lavorare, e di saperlo fare con tenacia.
In caso di dimissioni di Marco Intravaia da consigliere si aprirà la corsa alla carica di presidente del consiglio. Il suo nome è tra i papabili. Pensa di potere ottenere un’ampio appoggio in aula, sia dai banchi della maggioranza che da quelli dell’opposizione?
Io sono riuscito a mantenere ottimi rapporti sia con i colleghi di maggioranza che con quelli di opposizione. Per questa carica non sono candidato. All’ordine del giorno non ci sono le dimissioni di Marco Intravaia, anche perché non è prevista alcuna forma di incompatibilità tra il ruolo di deputato regionale e di consigliere comunale. Mi interessa lavorare per il bene della coalizione e della città. E poi vedo colleghi che possono ricoprire più che egregiamente questo ruolo.