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Mezze stagioni e rischio pediculosi: come prevenire e combattere l’infestazione

È arrivata la primavera e, con lei, temperature miti che favoriscono il proliferare dei pidocchi, soprattutto sulle teste dei più piccoli. Questi piccoli insetti sono ospiti indesiderati e fastidiosi, con i quali bisogna spesso fare i conti in primavera, a fronte delle temperature tipiche delle mezze stagioni.

Prevenzione e cura

Il primo trattamento da effettuare per combattere i pidocchi è lo shampoo specifico, da tenere sul cuoio capelluto per diversi minuti; un procedimento da ripetere a distanza di pochi giorni. C’è poi da lavare i vestiti con acqua calda, nonché pulire il divano, le federe e qualsiasi indumento che possa essere venuto a contatto con la testa infestata dai pidocchi. 

Per una settimana sarebbe opportuno usare sui capelli un pettine per lendini a denti fini, per eliminare le uova più velocemente. I prodotti specifici sono reperibili sia nei negozi fisici sia su internet, ad esempio grazie a una farmacia online come shop-farmacia.it, nel caso in cui ci si imbarazzi a comprare questi prodotti in pubblico. Esistono però anche rimedi naturali per debellare l’infestazione: possono essere utilizzati olio d’oliva, olio di eucalipto, ma anche una miscela di sale (antisettico naturale) e aceto. 

Per quanto riguarda le precauzioni, è bene che il bambino impari a evitare il contatto testa a testa. In più, è fondamentale che non vengano condivisi oggetti che finiscono a stretto contatto coi capelli, come cuffie, cappelli e pettini. Un’altra buona pratica è quella di tenere i capelli sempre legati e far restare a casa il bambino se si dovesse scoprire che ha i pidocchi.

Cosa sono i pidocchi e come si prendono

Ma cosa sono esattamente i pidocchi? Si tratta di piccoli insetti che si nutrono di sangue umano. Ne esistono tre tipi: quelli della testa, del corpo e del pube. Quelli del corpo sono i più pericolosi perché possono veicolare malattie gravi, mentre quelli della testa, diffusi soprattutto tra i bambini, sono sostanzialmente innocui. 

L’infezione relativa si chiama pediculosi e non è legata alla scarsa igiene, come si può credere. Il bambino può prenderle i pidocchi se ha messo la testa a contatto con qualcuno che li ha, oppure ha indossato un suo indumento o condiviso i suoi oggetti. Insomma, serve un contatto ravvicinato con qualcuno che ha i pidocchi per prenderseli. I genitori sono chiamati a far sì che ciò non avvenga: è importante dedicare tempo e cura al debellamento di questi indesiderati ospiti. 

Nutrendosi di sangue umano, inoltre, non possono essere contratti da animali di nessun tipo. Infine, va specificato che avere i capelli corti non riduce il rischio come si pensa. I pidocchi si annidano principalmente dietro le orecchie e lungo l’attaccatura dei capelli. I sintomi sono soprattutto il prurito o la sensazione di avere qualcosa che si muove sulla testa: per controllare la presenza di pidocchi si può usare una lente d’ingrandimento con un fascio di luce.

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