MONREALE – A certe “tradizioni” non si rinuncia! Peccato che non siano solo tradizioni culturali.
Succedeva in Via Benedetto D’Acquisto nel pomeriggio del 30 Aprile. Una furiosa lite ha visto protagoniste due ragazzine che, avvinghiate, hanno cercato di strapparsi reciprocamente i capelli, pronunciando deplorevoli parole che ci asteniamo dal riportare per non creare sgomento nell’animo dei nostri lettori.
Un’altra rissa scoppiava giorno 2 maggio fra diversi ragazzi, forse un po’ brilli, nei pressi del centro storico e, un’altra ancora, giorno 3 maggio: questa volta ad animare una via della città, una lite fra parenti che vedeva coinvolti sia uomini che donne, il tutto mentre il SS Crocifisso sfilava lungo le vie della cittadina normanna seguito da una lunghissima processione di fedeli.
Che vergogna vien spontaneamente da esclamare!
Nessuna connessione fra gli eventi, è ovvio! Episodi di violenza, purtroppo, rappresentano una costante storica di cui la maggior parte della gente, fortunatamente, farebbe volentieri a meno.
Tuttavia accade quello che non dovrebbe accadere e per dovere di cronaca raccontiamo questi tristi episodi sperando di muovere una riflessione interiore nella generalità dei nostri lettori affinché prevalga il buon senso nei gesti di ciascuno.
NESSUNA SCUSA È BUONA
Abbiamo spesso affrontato il tema giovani sotto il profilo di “combina guai”.
Abbiamo anche scritto che la mancanza di stimoli, la mancanza di svago possano produrre noia e dunque gesti insensati. (Leggi qui)
Ma da giorno 30 aprile al 3 maggio, a Monreale, era impossibile annoiarsi! La città era ampiamente animata grazie alla molteplicità di manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale, di cui abbiamo scritto nei nostri articoli precedenti. Manifestazioni che hanno riscontrato, inoltre, la grande approvazione e partecipazione dei cittadini, eccetto quella di chi, forse, per fatto culturale, è caduta in gesti inconsueti.
Le tre risse sopra esposte hanno coinvolto indistintamente uomini e donne di ogni età. Questo ci lascia palesemente pensare, volendo analizzare la genesi dei gesti, che le cause vanno ricercate anche nelle radici culturali di chi li compie.
Attenzione però! Non bisogna fraintendere.
Cercare la causa o le concause di alcuni comportamenti non significa classificare o categorizzare la popolazione in buoni e/o cattivi, non significa emarginare la persona che ha commesso un errore. Significa, invece, cercare a tutti i costi di emarginare la violenza cercando di capire di cosa è figlia.
Se senza una diagnosi non si può curare una patologia, allo stesso modo non si possono debellare ignobili gesti senza conoscere e comprendere due fattori importanti che connotano l’essere umano: quello culturale e quello psicologico.
A questo proposito interverrà in nostro soccorso, nei prossimi giorni, lo psicologo Gianni Ferraro, che cercherà di analizzare, da un punto di vista oggettivamente esterno, i fatti sopra esposti.
Vorrei tanto conoscere chi scrive questi articoli e portarlo in giro per le strade di Monreale per fargliene capire l’impatto. Proprio in questo pezzo, in cui si parla di estrazioni sociali, origini culturali, assenza di svago e interessi da parte dei giovani… ma quanti di loro riuscirebbero a comprendere interamente questo articolo di “denuncia” con tutti questi termini ricercati e allegorie improbabili?
Insomma, FiloDiretto sarà pure nominato dai monrealesi, ma chissà quanti riescono a comprendere veramente ciò che scrive. Un po’ come quando si dà una forchetta per mangiare la minestra.