Un sistema virtuoso introdotto da pochi mesi a Monreale che prevede la restituzione al cittadino del 100% della Tari versata: è il modello su cui si basa Remunero che, grazie ad un accordo sottoscritto con il Comune di Monreale, attraverso un sistema di economia circolare coinvolge cittadini, aziende e amministrazione. O dovrebbe. Dopo alcuni mesi dal via pare in realtà che il sistema non decolli come avrebbe dovuto. I numeri parlano chiaro: neanche un titolare di partita iva risulta ad oggi registrato sulla piattaforma Remunero mentre sono appena 743 i privati cittadini che, in regola con i tre parametri stabiliti (pagamento della Tari, aver conferito correttamente i rifiuti e non aver ricevuto multe di carattere ambientale), vorrebbero il rimborso della tassa dovuta. Avevamo descritto il funzionamento del sistema Remunero in un nostro articolo di qualche mese fa. Per leggerlo clicca qui.
Oggi ritorniamo sull’argomento intervistando l’Amministratore Delegato di Remunero, Federico Orlando, sui probabili motivi della lentezza nell’attivazione del progetto.
“I titolari di partita iva rappresentano sempre uno scoglio da superare – dichiara Orlando -. L’accettazione di un modello differente a quello abituale, anche solo per i pagamenti, storicamente stenta a decollare. Basti solo ricordare tutto il tempo richiesto dagli esercenti italiani per accettare e far proprio l’utilizzo quotidiano dei pagamenti digitali o, ancor di più, pensiamo a quanto tempo ci è voluto per far entrare internet nelle corde di tutti. Eppure oggi non ne possiamo fare a meno. Pensiamo anche al modello di vendita attraverso la rete, l’ecommerce: ancora oggi tante piccole aziende territoriali sono molto indietro su questo aspetto ed è proprio per questo che si trovano ad affrontare grandi difficoltà legate al locale. Voglio dire – continua l’ad – che c’è sempre un periodo di inerzia iniziale quando si passa a nuovi modelli a cui prima non eravamo abituati. E l’attendismo che caratterizza gli esercenti rispetto a Remunero ne è la conferma”.
Per portare a conoscenza di tutti lo strumento che consentirebbe alle imprese del territorio un aumento di fatturato (con riduzione della base imponibile degli importi incassati sul conto Remunero), ai cittadini di avere un rimborso pari al 100% della Tari dovuta e ai Comuni di ottenere una riduzione dell’insolvenza nell’incasso della TARI, la società Remunero ha deciso di coinvolgere l’ordine dei commercialisti.
“Partiremo subito con la provincia di Caserta, per poi passare a Crotone e successivamente a Palermo e provincia – ci spiega Orlando -. Grazie ad un accordo con l’ordine, coinvolgeremo tutti i Commercialisti con dei corsi formativi su Remunero e sull’economia circolare e certamente sullo sviluppo di pratiche ambientali sostenibili. I professionisti poi, a loro volta, trasferiranno la logica, il funzionamento e i vantaggi del nostro modello ai possessori di partita iva e agli esercenti. Abbiamo deciso di adottare questa strategia – continua l’ad – pensando all’approccio diretto dei commercialisti con i propri clienti: se ne parliamo noi sembra quasi che vogliamo spingere un interesse personale, se lo fa l’amministrazione comunale sembra che abbia un interesse politico. In questo modo, invece, si arriverà certamente a trasferire la virtuosità del modello senza ostacoli di sorta. Con il sistema Remunero, lo ricordo, si mantengono nel territorio centinaia di milioni di euro restituiti subito alla spendibilità”.
I Comuni già coinvolti in Sicilia sono 120 e, come lo stesso Orlando ci conferma, tanti altri Sindaci si stanno muovendo in questa direzione.
“I dati che ad una prima superficiale lettura potrebbero sembrare sconfortanti – conclude Federico Orlando – non mi stupiscono né mi spaventano. Ci vuole solo del tempo e un po’ di attenzione per arrivare a quel modello di economia virtuosa su cui Remunero si basa”.