MONREALE – Oggi, e in occasione dell’8 marzo, è stata dedicata l’area dell’abbeveratoio ad una donna, ad una celebre pittrice monrealese, Rosalia Novelli.
“Di me si conoscono poche cose, come spesso avviene per le
donne del passato. Si è cercato il mio volto nei quadri di mio
padre.
Sono nata il 2 febbraio 1628 in una famiglia di artisti. Mio padre
era Pietro Novelli, di mia madre è rimasto solo il nome: Costanza
de Adamo. Ero la primogenita, avrei dovuto chiamarmi Eumilia
come la nonna: mi chiamarono Rosalia, in onore della nuova
protettrice di Palermo. La santuzza che aveva salvato la città
dalla peste.
L’epidemia era arrivata anche a Monreale e l’arcivescovo Venero
aveva isolato il paese. Ma il rimedio più efficace era il
barreggiamento, quando nelle case dei contagiati veniva murata
ogni apertura e il cibo passava attraverso una finestrella. Anche
la mia casa fu barreggiata, mio nonno mori nell’epidemia.
Sono cresciuta nella bottega di mio padre: ho respirato arte,
colori e devozione. I miei occhi di bambina hanno visto nascere la
bellezza.
Mio padre andava spesso a Piana per i suoi lavori, io ero sempre
con lui: avevo 18 anni quando sulla parete della casa che ci
ospitava ho lasciato il primo dipinto. Un’Immacolata dalle vesti
vaporose, avvolta da una luce leggera
Mio padre era un grande ma il mio modello era una donna, era
Sofonisba Anguissola: lei aveva vissuto a Palermo, ho avuto il
grande onore di abitare nella sua casa. Sofonisba era stata alla
corte di Spagna, aveva ritratto la famiglia reale, aveva messo
l’arte al primo posto. Nei suoi quadri trovavo l’amore per la
pittura ma anche la decisione di essere indipendente. I quadri
trasmettevano la sua forza. Era la mia maestra.
Mio padre mori nel ’47, per una ferita durante la grande rivolta di
quell’anno. C’erano tanti lavori da completare, ricordo che andai
a Castelbuono per l’affresco sulla facciata della chiesa
dell’Assunta”.
La cerimonia si è svolta alla presenza del sindaco, Alberto Arcidiacono, dell’assessore ai beni culturali ed affari generali, Letizia Sardisco e della giunta comunale. “L’iniziativa riprende una delibera del 2017 d’intitolazione di numerose strade – dichiara l’assessore Letizia Sardisco – molte delle quali sono state autorizzate dalla prefettura di Palermo nel 2018”. “L’iniziativa è stata lanciata dall’associazione, Toponomastica Femminile, fondata nel 2014 – aggiunge l’assessore Letizia Sardisco – la quale è stata ben accolta dall’amministrazione, Alberto Arcidiacono”.
“Abbiamo deciso di intitolarla ad una donna, vicina a noi – prosegue l’assessore Letizia Sardisco – una giornata in cui si festeggia per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche ma anche per parlare di discriminazioni e violenze fisiche e psicologiche di cui le Donne ancora oggi sono oggetto in tutto il mondo”.



