Covid, Draghi: “Scuola deve restare aperta”; Speranza: “Con dose booster in calo le intensive”

Bianchi: "Agiamo con responsabilità sulla scuola", Draghi: "Non ha senso chiudere le scuole e poi i ragazzi vanno in pizzeria". La conferenza stampa del presidente del consiglio per analizzare le ultime misure anti-covid

Si è tenuta da poco la conferenza stampa indetta dal presidente del Consiglio Mario Draghi per analizzare le nuove misure anti-covid del 2022. Insieme al primo ministro hanno presenziato anche il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, della salute, Roberto Speranza e dal coordinatore del Cts Locatelli.

“Il 2022 è un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza ma anche fiducia e soprattutto con unità“- ha affermato il presidente del consiglio. E poi aggiunge sul tema scuola, attualmente molto discusso, – “La scuola è fondamentale per la democrazia va tutelata, protetta, non abbandonata”.

Il premier ha sottolineato che “ci sono anche motivazioni di ordine pratico: ai ragazzi si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo”.

Poi il presidente del Consiglio lancia l’appello ai non vaccinati: “Gran parte dei problemi che sta affrontando l’Italia dipendono dai cittadini non vaccinati. L‘ennesimo appello a chi non si è vaccinato contro il Covid a farlo, anche con la terza dose”.

“Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose con un approccio un po’ diverso rispetto al passato – ha aggiunto Draghi – : vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali, soprattuto sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione. Abbiamo tutti i motivi per pensare che ci riusciremo anche stavolta. Abbiamo affrontato tante sfide, le abbiamo superate grazie alla determinazione, all’impegno dei cittadini, delle parti sociali, delle istituzioni, del Parlamento”.

“Grazie alla vaccinazione la situazione che abbiamo di fronte è molto diversa rispetto al passato. L’economia ha segnato una crescita di oltre il 6%, le nostre scuole hanno riaperto”.

Speranza: “Ridurre l’area no-vax per ridurre le intensive”

In conferenza stampa è intervenuto anche il ministro della Salute, Roberto Speranza che mira a far vaccinare la maggior parte della popolazione: “L’ultimo decreto – afferma – è per far fare un passo avanti importante al nostro paese: oggi siamo all’89,40% di over12 con prima dose, quindi sono non vaccinati poco più del 10% over12 che occupa i due terzi di posti in intensiva e 50% in area medica, quindi vogliamo ridurre i non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali”.

” L’obiettivo essenziale del governo – continua – è provare a ridurre ancora l’area dei non vaccinati , una minoranza, per ridurre la pressione sui nostri ospedali”.

Bianchi: “Assenti solo il 6% dei docenti, il 4,5% degli studenti”

“Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono il 6%, gli studenti il 4,5%. Stiamo controllando la situazione perché abbiamo operato con attenzione, non siamo stati fermi”. – Lo ha riferito il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo che – “i docenti sospesi perché non vaccinati sono lo 0,72%. “Il 3,07% dei Comuni ha disposto ordinanze di chiusura: una situazione che non è, quindi, dilagata”.

“Non ci stiamo affidando al caso ma le scelte prese stanno pagando. Stiamo agendo in maniera responsabile regolando anche la dad che è uno strumento utile e deve essere integrato nei piani educativi della scuola”.

“Nel Cts non c’è stata nessuna voce dissonante rispetto alle misure che sono state adottate dal Governo”. A dirlo è il coordinatore del Comitato, Franco Locatelli, in conferenza stampa a Palazzo Chigi -. “Anche sulla scuola – ha aggiunto – ho letto di voci critiche nel Cts sulla riapertura lamentando la mancata discussione, ma la tematica è stata affrontata in 7 riunioni diverse e ogni volta la posizione è stata unanime”.

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