MONREALE – Questa mattina, sulla S.P. 30, dinanzi al cippo La Franca, divenuto luogo di memoria, sono stati deposti una corona di fiori in memoria del vile omicidio di Giuseppe La Franca, vittima innocente di mafia.
Giuseppe la Franca, funzionario del Banco di Sicilia in pensione, venne ucciso nelle campagne di Partinico, il 4 gennaio 1997, poiché si era rifiutato di piegarsi alla famiglia mafiosa di Partinico, guidata dai Vitale.
Era un proprietario terriero, appassionato della sua terra e fu proprio la passione, l’amore per la campagna, a decretarne la fine. Difese con le unghia le sue proprietà e la sua libertà di coltivarle a fronte dei Vitale, i quali miravano ad appropriarsene. Fu assassinato, con alcuni colpi di pistola.
La verità sulla sua morte si seppe anni dopo, grazie alle dichiarazioni della collaboratrice di giustizia Giusy Vitale: il mandante dell’omicidio fu il fratello Leonardo, mentre l’esecutore materiale Nino Madonia. Per tanti anni, i familiari faticarono ad ottenere la certificazione di vittime di mafia. “Mio padre è stato ucciso dalla mafia, ma non gli è stata resa giustizia fino in fondo – ha dichiarato Claudio Burgio -, perché sia la Procura di Palermo, diretta da Caselli, sia i magistrati dell’epoca non vollero procedere a rinviare a giudizio il mandante dell’omicidio, Leonardo Vitale, perché non vi erano né riscontri né pentiti”.

Nel suo lungo discorso si evince la rabbia di quanto accaduto. “La Procura non ha mai voluto procedere contro Leonardo Vitale – ha aggiunto Claudio Burgio – anche quando a mio padre è stato riconosciuto lo status vittima di mafia”.
La rabbia ed il dolore si percepiscono anche dal messaggio scritto dalla nipote, Floriana Burgio, che desidera ricordarlo così: “Non potrò mai dimenticare la purezza della sua anima, la gentilezza dei suoi modi e la pazienza nei confronti di una bambina che all’alba, non appena lo sentiva alzare, lo seguiva per giocare a carte, quando tutti dormivano. Preferisco ricordare l’immagine di lui che correva nel campo di grano, piuttosto l’immagine di un uomo sdraiato riverso a terra. Prima di essere l’avvocato Giuseppe La Franca, vittima di mafia, era mio nonno ed in quanto tale voglio continuare a ricordarlo”.
Presenti alla commemorazione i familiari, il Procuratore della repubblica di Bologna, Dr. Ignazio de Francisci, la Commissione straordinaria del comune di Partinico, l’amministrazione comunale di Monreale, le associazioni CONVIVI L’AUTISMO e Liberi di Lavorare, il commissariato di Partinico, la polizia municipale di Monreale, l’Evergreen.
“Anche quest’anno abbiamo avuto non soltanto il dovere, ma il piacere di presenziare e testimoniare la vicinanza alla famiglia Burgio – ha dichiarato Alberto Arcidiacono, sindaco di Monreale – in modo tale di veicolare un messaggio fondamentale per le nuove generazioni, cioè quello di tenere sempre la schiena dritta, la testa rivolta all’orizzonte, di non piegarsi mai a nessuna forma di violenza. La lotta alla mafia passa da ogni piccolo gesto quotidiano e noi abbiamo il dovere di reagire, perché questa terra ha bisogno di riscattarsi e soltanto attraverso il contributo di ognuno di noi potrà splendere definitivamente il sole in questa meravigliosa Sicilia”.




