MONREALE – È uscita sabato scorso dalla terapia intensiva dell’Ospedale Ingrassia di Palermo, ma si trova ancora ricoverata al reparto di Cardiologia. Parliamo di L. G., la vittima dell’aggressione avvenuta giovedì 23 dicembre, all’interno del Museo Diocesano dove da tanti anni lavora. Ed è la stessa donna a raccontare al telefono i particolari dell’aggressione subita. “Mai una cosa del genere in tanti anni di lavoro. Tante volte ho avuto discussioni con i turisti che chiedevano di entrare anche oltre l’orario di ingresso, ma una cosa del genere non si è mai verificata”.
Saranno le telecamere di sorveglianza del Museo a spiegare ai Carabinieri con precisione la dinamica di quanto avvenuto, che noi abbiamo ricostruito sulla base del racconto della donna.
Il turista olandese (non tedesco come era trapelato in un primo momento), assieme ad una compagna si era presentato al museo intorno alle 12,00, chiedendo all’impiegata se avesse potuto visitare prima la cattedrale e le terrazze per poi accedere al Museo. “Gli ho spiegato che l’ultimo ingresso consentito è alle 12,30, e che avremmo riaperto alle 14,30. Nonostante fosse straniero comprendeva bene l’italiano”.
“Poi, alle 12,50, me lo sono trovato al bookshop. Era entrato passando dalla porta, tenuta chiusa, che collega il duomo con il museo. E già questa è un’infrazione, poiché questo non è un ingresso aperto al pubblico”, spiega ancora la donna. “A quel punto ha preteso di entrare, sostenendo che io gli avessi detto che dopo il giro in cattedrale avrebbe potuto visitare il museo”.
Nonostante il tentativo dell’impiegata di spiegargli l’incomprensione e dinanzi al rifiuto della donna che lo invitava a presentarsi alle 14,30, preso dall’ira, le aveva sferrato una gomitata al collo. Tra le risatine della compagna, l’uomo aveva quindi guadagnato l’uscita. Ma le grida dell’impiegata avevano richiamato la collega, E. A., che si era subito messa a rincorrere l’uomo. La scena si era quindi prolungata in piazza. Qui E. A. aveva richiamato l’attenzione di due agenti di Polizia municipale, che erano riusciti a fermare la compagna ma non l’uomo che intanto si era dileguato.
Successivamente erano intervenuti i Carabinieri della Stazione di Monreale. Questi avevo convinto la donna a contattare il suo compagno che alla fine si era presentato, per essere tradotto in caserma.
Nel frattempo L., che è affetta da una malattia cardiaca, era stata prelevata dai sanitari del 118 per essere portata in ospedale. All’Ingrassia era stata sottoposta a tampone per essere portata in reparto per i primi accertamenti.
“Ho rischiato che mi venisse un infarto – racconta -. Soffro della sindrome di Takotsubo (detta anche sindrome del cuore infranto o cardiomiopatia da stress, una sofferenza cardiaca temporanea che può portare all’infarto in situazione di forte stress, ndr).
Venerdì è stata quindi sottoposta ad una coronarografia, per poi essere trasferita al reparto di terapia intensiva.
Solamente ieri è stata dimessa e si trova ancora nel reparto di cardiologia, tenuta sotto osservazione.
“Io sono costretta a stare in ospedale non posso vedere i miei familiari. Lui sta invece continuando la sua vacanza”. L’olandese è stato solamente identificato e si attende l’eventuale denuncia.
“Io non mi fermo qui, lo denuncerò per i danni arrecatimi. Anche la mia collega presenterà denuncia dato che è stata pesantemente oltraggiata”.
Monreale, turista tedesco aggredisce impiegata del museo diocesano