Palermo, lavori consegnati per la nuova rete fognaria di via Messina Marine: timori per il traffico

I lavori dureranno almeno due anni. Si temono disagi alla viabilità. L'opera è finanziata con i fondi Fas e con un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti

Sono stati consegnati oggi i lavori per la realizzazione della Rete fognaria a sistema separato in via Messina Marine. Questi lavori, che si svolgono nell’ambito del programma di interventi per la sistemazione della rete fognaria comunale, “rappresentano – commenta l’assessora Maria Prestigiacomo – un passo avanti nella direzione di dotare la città, dal centro alle zone periferiche, di un sistema integrato di fognatura, collettamento e depurazione che consenta di ridurre fino ad azzerare l’inquinamento del mare dovuto agli scarichi e quindi evitare ulteriori sanzioni europee. Un ulteriore passo affinché tutta la costa possa essere finalmente balneabile”.

Saranno tre gli step che interesseranno i lavori che saranno svolti dalle ditte ATI Neocos srl e Viastrada srl, cui è stato aggiudicato l’appalto per un importo poco inferiore agli 8 milioni di euro, finanziati con i fondi FAS e con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti: la costruzione della fognatura a sistema separato, a servizio della zona sud di Palermo, con la realizzazione dei collettori principali per acque bianche e nere lungo la via Messina Marine, nel tratto compreso tra il fiume Oreto e Piazzetta Sperone, che riceveranno le acque provenienti dalla fognatura esistente mista delle strade secondarie, la costruzione di un impianto di sollevamento interrato per l’accumulo delle acque nere e successivo convogliamento, tramite condotta in pressione, all’emissario Sud Orientale in corrispondenza di via G. Pianell e la costruzione di appositi manufatti di restituzione a mare, previa sedimentazione e grigliatura.

Le acque nere, quindi, affluiranno, secondo le pendenze, per una piccola quantità all’impianto di sollevamento esistente a piazzetta Sperone mentre per la restante parte all’impianto di sollevamento interrato da costruire in via Messina Marine all’altezza di via Amedeo D’Aosta. Dall’impianto, le acque nere in pressione, verranno insgradate al collettore emissario Sud-Orientale esistente. Le acque depurate saranno invece sversate, dopo un trattamento di grigliatura grossolana e di sedimentazione, in tre punti di restituzione a mare.

Le opere da realizzare

Nel dettaglio si prevede la realizzazione delle seguenti opere: due collettori distinti per acque bianche e nere lungo via Messina Marine, dal fiume Oreto a Piazzetta Sperone, collocati in opera parallelamente in un unico scavo; pozzetti di sfioro; rifacimento e/o nuova costruzione di alcuni tratti di collettore lungo, via Bennici, viale dei Picciotti e via ST16; impianto di sollevamento lungo la via Messina Marine in corrispondenza di via Amedeo D’Aosta, interrato al di sotto del marciapiede di valle; condotta in pressione lungo via Amedeo D’Aosta, che dall’impianto di sollevamento di progetto convoglia le acque nere al pozzetto di via Cirrincione; scarichi di acque bianche a mare dopo aver subito un trattamento in opportune vasche di grigliatura.

E’ previsto un unico scavo per la collocazione dei due collettori per acque bianche e nere garantendo, ove possibile la fruibilità della mezza carreggiata di via Messina Marine per una larghezza non inferiore a quattro metri. Per tali tratti si ipotizza la circolazione in un solo senso di marcia mentre l’altro senso verrà deviato nelle vie parallele (viale dei Picciotti – via Portella della Ginestra – via Sperone) che diverranno a senso unico, così da garantire un flusso continuo. Non si esclude tuttavia la necessità di dover inibire totalmente la circolazione di via Messina Marine nei tratti in cui le profondità di collocazione dei collettori e la larghezza delle sede stradale non garantiscano la sicurezza necessaria sia agli operai dell’appalto sia ai mezzi di transito. Per lo smaltimento delle acque meteoriche si prevede la collocazione di caditoie prefabbricate antiratto con griglia in ghisa distanti circa 25 metri, per tutta la lunghezza del collettore di acque bianche.

Le reazioni: dai cittadini alla politica

Sono tanti i timori e le preoccupazioni che incombono sui cittadini. A cominciare dal traffico che anche se vedrà, come ha detto l’assessore Prestigiacomo, un parziale restringimento della carreggiata, potrà vedere creare numerose file di automobili e camion che in quella zona transitano ogni giorno. Un’altra preoccupazione è quella della durata dei lavori perché si teme che questi possano protrarsi per più di due anni divenendo così un cantiere “perenne”. A questo punto la scena politica si spacca in due, da un lato c’è chi è favorevole alla realizzazione di quest’opera poiché “renderebbe balneabile il tratto di costa” mentre c’è chi sostiene che “andiamo di fronte a un’incubo”.

E a dirlo è il consigliere comunale di Più Europa, Fabrizio Ferrandelli ponendo all’attenzione “gli oltre 422 milioni sfumati per mancanza di progettualità adeguata da parte della Regione. Soldi che sfumano per una terra – continua -, la nostra, che invece deve sfruttare al massimo i fondi del Pnrr”. Poiché si tratta di lucro cessante e danno emergente, Ferrandelli lancia una class action, che sarà affidata all’avvocato Gery Tortorici, perché i responsabili già individuati dal Ministero proprio in regione, paghino per le proprie colpe e per aver condannato ancora una volta la Sicilia allo stallo.”E’ finita la stagione in cui gli errori di pochi vengono annoverati tra le perdite generiche a danno della collettività – conclude Ferrandelli – i responsabili devono assumersi le proprie responsabilità e pagare per i propri errori”.

Il consigliere Comunale e capogruppo di Sicilia Futura, Gianluca Inzerillo, ha invece, dichiarato che “grazie agli interventi che verranno svolti, si eviteranno rigurgiti fognari, non ci saranno allagamenti e l’inquinamento della costa, un tempo detta Bagni Italia, Bagni Virzì, verrà indubbiamente ridotto. Per definire tali interventi sono previsti 900 giorni lavorativi che, se non sufficienti, saranno certamente prolungati. Questo causerà, senza dubbio, disagi e problemi ai cittadini, considerato che, i mezzi pesanti, a causa dell’instabilità del Ponte Corleone, vengono dirottati su via Messina Marine, con le conseguenze che possiamo già immaginare”.

Questa mattina il consigliere Inzerillo ha proposto anche “la sospensione della ztl per permettere di far defluire almeno le autovetture. Certo della comprensione del sindaco e dell’assessore Catania, mi auguro che accoglieranno con senso di responsabilità quanto da me proposto” – conclude.

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