MONREALE – Era stato accusato di avere effettuato una effrazione in un locale di Pioppo, ma è stato assolto perché il fatto non sussiste.
I fatti risalgono al 2017, quando il monrealese N. S. era stato denunciato per avere rubato un cardellino con tutta la gabbia da un garage di Pioppo, lungo la Provinciale.
Secondo diversi testimoni l’uomo, a bordo di un’automobile, si sarebbe fermato dinanzi al locale, avrebbe prelevato la gabbia per poi fuggire in automobile. Non sopportava l’idea di vedere l’animale chiuso nella piccola gabbia e pensava che il suo gesto sarebbe passato inosservato. Ed invece il ladro maldestro era stato visto da diverse persone che si erano subito lanciate all’inseguimento dell’auto, senza però raggiungerla. Il ladro era riuscito a dileguarsi.
Intanto i presenti avevano preso il numero di targa ed era stata sporta denuncia. Le indagini, condotte dai carabinieri di Pioppo, erano risaliti al proprietario del mezzo, un giovane monrealese emigrato a Milano. Questi ebbe a dichiarare di avere lasciato l’automobile in consegna al suocero, N. S., contro il quale era scattata la denuncia per furto in abitazione. Pena prevista dai 4 agli 8 anni.
A salvare dal carcere il cittadino monrealese è stata la sua provvidenziale calvizie.
Il legale, l’avvocato Nicola Nocera, nell’udienza che si è svolta lunedì scorso, ha chiesto ai testimoni oculari del furto di procedere alla descrizione del ladro. Tra gli elementi riportati, i presenti hanno dichiarato che il ladro di uccelli, da loro conto in flagranza di reato, godeva di una folta chioma. Agli inseguitori non erano sfuggiti i suoi lunghi capelli neri. Da qui la forte sorpresa, anche per la Procura, quando il legale ha dimostrato, documenti alla mano, che il suo assistito già ben prima della data del furto aveva una caratteristica fisica che lo scagionava senza possibilità di smentita: la sua profonda ed evidentissima calvizie. La testa di N. S. aveva perso l’ultimo capello almeno dieci anni prima del furto. Un elemento incontrovertibile che ha portato anche la Procura a chiedere l’assoluzione.
Lunedì la sentenza: N. S. é stato assolto per non avere commesso il fatto.