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Pioppo, assolto C. I. dall’accusa di spaccio, il fatto non sussiste

Il Pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 9 mesi, i legali dimostrano che la droga era per uso personale

MONREALE – È stato assolto dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di hashish, ma per il Giudice monocratico di Palermo il fatto non sussiste. Assolto giovane monrealese di 27 anni, C. I., dall’accusa. Il PM aveva chiesto la condanna a 9 mesi.

I fatti risalgono al 21 dicembre 2015, quando carabinieri della stazione di Pioppo, in seguito ad una perquisizione personale e dormi domiciliare, avevano trovato 30 dosi di hashish. C. I. Era stato denunciato in stato di libertà.

Il materiale sequestrato era stato poi trasmesso al Reparto delle Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale dei Carabinieri per le analisi. Era emerso un principio attivo di grammi 0.740 di THC puro pari a 29,6 dosi medie giornaliere. Il quantitativo dello stupefacente veniva quantificato dai Ris in misura superiore al valore massimo stabilito., motivo per cui era stata contestato il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Il giovane monrealese aveva sin da subito negato la detenzione a fini di spaccio evidenziando che si trattava di sostanza stupefacente detenuta per uso personale. Tesi sostenuta dai suoi difensori, gli avv.ti Salvino Caputo, Francesca Fucaloro e dalla Dr.ssa Giada Caputo, che avevano dimostrato come l’assenza di attrezzature atte al taglio, bilancini e carta per confezionare le dosi, dimostrasse la destinazione dello stupefacente esclusivamente ad uso personale e non la cessione a terzi. 

“È una tesi – spiegano i legali – suffragata da un costante orientamento della Corte di Cassazione che in tali circostanze, come quelle contestate al giovane monrealese, impone una rigorosa e pregnante motivazione”. 

Il Pubblico ministero aveva chiesto la irrogazione di una condanna a 9 mesi. Il Giudice monocratico di Palermo, al termine della camera di consiglio, condividendo la tesi difensiva degli Avvocati Salvino Caputo, Francesca Fucaloro e dalla Dr.ssa Giada Caputo, ha assolto C.I. perché il fatto non sussiste.

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