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A Palermo parte il progetto per 150 giovani migranti “Harraga 2”

Il progetto si pone l'obiettivo di provare a cambiare il punto di vista sul fenomeno migratorio, guardandolo come un'opportunità per contribuire a costruire una comunità solidale

PALERMO – Prende il via oggi con la formazione dei facilitatori peer to peer (da pari a pari) il progetto sociale “HARRAGA 2” che si pone l’obiettivo di provare a cambiare il punto di vista sul fenomeno migratorio, guardandolo come un’opportunità per contribuire a costruire una comunità inclusiva, sostenibile e solidale. Per fare ciò è importante creare un modello di inclusione sociale che favorisca occupazione e autonomia per giovani migranti soli in situazione di vulnerabilità, assicurando il pieno rispetto dei diritti.

Capofila del progetto è CIAI, Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, che si avvale della collaborazione di importanti partner come SEND, CESIE, CLEDU e il Comune di Palermo. “Questo progetto – affermano dal Comune – ha dato origine ad un vero e proprio modello, ormai riconosciuto, di inclusione sociale, lavorativa e abitativa per minori migranti soli e neo-maggiorenni nella città di Palermo. HARRAGA 2 rafforzerà questo modello, sistematizzandolo e condividendolo, aggiungendo alle attività già sviluppate nel precedente progetto nuovi percorsi di autonomia nel passaggio alla maggiore età mediante azioni di formazione, orientamento e inserimento lavorativo”.

Si sa ormai che Palermo è diventata, per molti ragazzi e giovani migranti, un approdo sicuro, dopo mesi o anni trascorsi fuggendo dai paesi di origine. Il “Modello Harraga” ha cambiato la prospettiva di osservazione sul tema della migrazione: i minori migranti sono visti come una risorsa e non un problema da risolvere. Il progetto coinvolgerà 150 ragazzi e ragazze migranti soli arrivati a Palermo.

“Il progetto sociale Harraga 2 – afferma il sindaco Leoluca Orlando – è un modello virtuoso di inclusione sociale e di accoglienza dei tanti minori non accompagnati che, dopo drammatiche sofferenze, trovano a Palermo un porto sicuro, un luogo in cui potersi sentire parte integrante di una comunità. Ed è questa la strada che contraddistingue il grande cambiamento culturale della città. Che mette al centro la persona e i suoi diritti rendendo visibili coloro che troppo spesso restano invisibili, dimenticati, ai margini della società e difendendo il valore della vita”.

“Sono ragazzi e ragazze arrivati in Sicilia per la maggior parte dei casi da Gambia, Senegal, Nigeria e Ghana, con percorsi complessi, hanno lasciato le loro famiglie in cerca di migliori opportunità. – spiega Giulia Di Carlo, coordinatrice di Harraga2 per CIAI – Nella loro piccola valigia verso la Sicilia hanno raccolto sogni e desideri, tra cui quello di un futuro migliore, che sperano di potere costruire qui in Italia. Proprio per immaginare e costruire insieme questo nuovo futuro, porteremo avanti molte attività di formazione e di inserimento lavorativo, sempre partendo dalle loro potenzialità e desideri”.

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