Pozzo di Aglisotto, Pupella: “Interveniamo dopo 10 anni di immobilismo”

Interventi sul Pozzo di Aglisotto e sul serbatoio di valle Tajo per aumentare l'erogazione dell'acqua a Pioppo

0

MONREALE – “La questione relativa al pozzo di Aglisotto risale al 2006, a 15 anni fa. Poi, nel 2008, il comune dette agli uffici mandato di redigere il progetto per attingere acqua. Nel 2011 la ditta Quadrifoglio Group realizzò i lavori.

Stiamo mettendo mani ad una problematica che, come tante altre, risale ad almeno 10 anni fa. Per vari motivi questa, come tante altre, è stata accantonata e adesso questa amministrazione ci sta mettendo mano. Chiaramente intervenire su tutto quello che è stato accantonato non è facile. Qualcosa è già stato fatto, altri interventi sono in corso, altri ancora in divenire. Ma respingo categoricamente un’accusa di immobilità”.

È l’assessore ai servizi a rete Geppino Pupella, nel corso del consiglio comunale di ieri pomeriggio, a replicare alle accuse mosse dal consigliere di Alternativa Civica, Pippo Lo Coco, che ha sollevato per l’ennesima volta la questione del pozzo di Aglisotto, che potrebbe diventare una importante risorsa idrica per la frazione di Pioppo.

Pupella ha fatto un resoconto sui fatti trascorsi e sugli interventi recenti: “Il pozzo era stato scavato a 240 metri. La pompa invece era stata messa a 187 metri. Non sappiamo il perché. Successivamente venne tirata a 182 metri di profondità e cominciò a tirare acqua fangosa, per cui fu interrotto il prelievo. Era il 2012. Da allora non é stato fatto alcun intervento. Non se ne è parlato più. A dicembre 2020 abbiamo messo in funzione la pompa con un gruppo elettrogeno. Anche stavolta abbiamo tirato acqua fangosa”. 

“Il geologo Ortoleva – ha proseguito Pupella – ci ha quindi illustrato quali operazioni andrebbero fatte per chiarificare l’acqua: pistonaggio, abbassamento della quota, revisione del pozzo (le camicie). Siamo andati avanti e abbiamo chiesto ed ottenuto un preventivo di spesa per questi lavori di 32.000 €. Dovremmo continuare a fare uscire acqua per un tempo lungo, per vedere se finalmente sgorga acqua chiara. Successivamente ci sarebbero altri passi da fare per renderla potabile. Abbiamo intanto chiesto all’ENEL di installare un contatore. Ma i tempi previsti sono di 6 mesi”.

Pupella ha anche replicato alle richiesta di intervento sulla conduttura mossa dal consigliere Lo Coco: “Non abbiamo preso in considerazione di investire su una condotta di 2 chilometri. Al momento lo riteniamo inutile. Si tratterebbe di un passo successivo. Se dovessimo rendere chiare le acque di Aglisotto allora potremmo avviare al Genio Civile la richiesta di potabilità dell’acqua. Al Momento il Genio Civile ci ha autorizzato ad attingere l’acqua”.

Pupella ha anche colto l’occasione per rispondere ad un’altra questione collegata al pozzo di Aglisotto, quella relativa al rischio di inquinamento delle falde acquifere dovuto al futuro cimitero di Piano Renda: “Il genio Civile nelle sue relazioni ha sempre negato che ci sia una corrispondenza tra Aglisotto e l’area dove sorgerà il cimitero. Nella loro ultima relazione, ai consiglieri che hanno chiesto al Genio Civile un sopralluogo, hanno chiarito che non esiste alcuna interferenza tra pozzo e cimitero”.

L’assessore ha spiegato che su Pioppo sono stati fatti altri interventi per garantire un maggiore approvvigionamento di acqua.

“Il problema di tutta Monreale è la rete colabrodo. Ma a Pioppo i disagi sono solo per chi vive  al di sopra di via Polizzi. Chi abita al di sotto riceve acqua 24 ore su 24. Capita che in inverno, dato che si fa un minore consumo di acqua, l’eccessiva pressione provochi dei cedimenti della rete idrica. Stiamo cercando di regolarizzare la pressione attraverso un temporizzatore che permetta di mandare in rete l’acqua anche da altri pozzi.

In più abbiamo concordato con l’amministrazione di mettere in funzione il famoso serbatoio sopra valle Tajo, mai reso operativo. Non sappiamo però quali sono le condizioni della condotta che porta l’acqua dal pozzo al serbatoio e poi a ponte Catena. Se riusciamo ad alimentare la rete attingendo a questo serbatoio si ridurrà la necessità di attingere acqua dal torrente Cerasa e da Giacalone.

Ma al momento è solo un’ipotesi, perché la condotta che dal serbatoio raggiunge valle Tajo non è stata mai collaudata. Inoltre il pozzo di valle Tajo eroga 3 litri d’acqua al secondo, non è tantissima”.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.