A fine febbraio, un bambino di 3 anni arrivava al Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Civico di Partinico per dispnea severa e desaturazione. In pieno periodo di pandemia da Covid-19, il primo sospetto dei medici era chiaramente quello di un caso di Sars-Cov2.
Mentre si attendeva l’esito del tampone molecolare, dato anche lo scarso miglioramento respiratorio, il bambino veniva portato in ambulanza all’Ospedale dei bambini. Lì veniva ricevuto dalla Dott.ssa Serena Marchese, pediatra in servizio al Pronto Soccorso Pediatrico che, vista la gravità della situazione, accettava il paziente in sala rossa per poi ricoverarlo urgentemente in Terapia Intensiva Pediatrica. Il peggioramento del quadro clinico ha portato presto il bambino ad essere intubato. Nel frattempo, il tampone molecolare dava esito al covid-19 negativo: andava cercata un’altra diagnosi.
Dopo 24 ore dall’arrivo del primo caso, anche la sorellina di 2 anni veniva portata al Pronto Soccorso per dispnea moderata. Qui veniva visitata dal Dott. Giacomo Marchese, ex pediatra del Comune di Monreale e attualmente in servizio presso il Pronto Soccorso di Partinico, nonché padre della Dott.ssa Serena Marchese, che aveva visitato il fratello all’Ospedale dei Bambini. Anche in questo caso, l’esito del tampone molecolare era negativo.
Solo a quel punto il Dott. Marchese, eseguendo un’attenta anamnesi familiare, scopriva che da circa una settimana la famiglia aveva comprato dei pappagallini e che, qualche giorno prima della comparsa della sintomatologia respiratoria, si era tenuta in casa loro una riunione di famiglia.
E infatti, a seguire venivano portati al Pronto Soccorso altri tre bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni, parenti dei primi due, con tosse e dispnea lieve. Dei tre, solo il più piccolo veniva ricoverato.
Il Dottore e la Dott.ssa Marchese, riflettendo sui casi che avevano avuto modo di visitare singolarmente, sospettavano a quel punto di psittacosi, malattia trasmessa per inalazione di escrementi secchi di un batterio Gram negativo chiamato Chlamydia Psittaci. Sospetto che si è poi rivelato essere fondato.
Nell’uomo questo germe causa una polmonite interstiziale con un andamento molto grave se non trattato precocemente. E in effetti tutti i bambini avevano tosse, dispnea, un quadro clinico di bronchite dispnoizzante e alla radiografia del torace un’interstiziopatia.
L’attenta anamnesi, la fortuita coincidenza del confronto tra i due medici padre e figlia e la precoce diagnosi e terapia mirata, hanno permesso di salvare i cinque bambini.
I due casi sono al momento in corso di studio in collaborazione con l’Ospedale Spallanzani di Roma.