Crisi di governo, un caffè tra Gambino e Arcidiacono per ricucire lo strappo

Quale ruolo il Mosaico è disposto a giocare all'interno della maggioranza di governo? È questo il vero nodo

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MONREALE – La crisi di governo è ancora tenuta sospesa. L’assessore Ignazio Davì continua a disertare le sedute della giunta, ma intanto l’incontro tra il sindaco Alberto Arcidiacono e il portavoce del Mosaico, Roberto Gambino, c’è stato, ieri. “Ma abbiamo preso solamente un caffé insieme, niente di più”, glissa Arcidiacono. Anche Gambino evita di rilasciare dichiarazioni alla stampa, attendendo l’esito di una decisione che scaturisca dal gruppo. 

Ma di certo l’incontro a due è avvenuto nel segno della cordialità, e forse anche nella speranza che i rispettivi gruppi si presentino disposti ad abbassare le armi per proiettarsi in avanti, intorno al progetto di crescita della città da portare avanti insieme.

Perché è dai gruppi che potrebbe emergere la parola fine, alla crisi o all’esperienza di governo. Soprattutto da quello del Mosaico. 

Da parte della Nostra Terra, rappresentata da Giulio Mannino, c’è la disponibilità a riprendere insieme il percorso interrotto, pur con le ammissibili differenze di vedute, purché queste vengano discusse, anche aspramente, ma solo al chiuso delle riunioni di maggioranza. Senza che pubblicamente, sui social o tramite comunicati stampa o interviste, emergano frizioni o volino stracci. È il mantenimento di un profilo più basso che viene chiesto da Mannino, una posizione condivisa anche da altri alleati, che preferiscono esprimersi sottovoce: “Non ci è piaciuto che sulla questione del cimitero il Mosaico sia uscito più volte sulla stampa per sostenere la sua posizione contraria. Sarebbe stato corretto discuterne in seno alla maggioranza per poi, in caso, astenersi dal voto in aula o assentarsi, dato che la maggioranza aveva preso una decisione favorevole”. Questo è quanto a microfoni spenti sussurrano altri consiglieri di maggioranza, che non sono ostili al rientro del Mosaico, al quale riconoscono di essere una forza propulsiva per crescita la città, formata da persone preparate ed impegnate, “ma che non sanno come si fa la politica”.

Come finirà? Probabilmente, se i gruppi decideranno di sforzarsi per provare a tenere l’alleanza, ci sarà una riunione di tutte le forze di maggioranza. Il sindaco presenterà allora il progetto per la città, sia come da programma elettorale condiviso a maggio 2019 che aggiornato in base alle evoluzioni di quest’ultimo anno, sul quale verrà chiesto il sostegno a tutte le forze. O quantomeno, se divergenze ci saranno, di non esternarle pubblicamente, al fine di evitare che in consiglio comunale venga rimesso in scena lo stesso spettacolo cui abbiamo assistito in occasione del voto sul cimitero di Pioppo. Quando Mannino ebbe a bollare il Mosaico come forza di opposizione interna.

In realtà sembra che pochi potrebbero essere gli elementi programmatici che potrebbero dividere la maggioranza. Forse la gestione museale del complesso Guglielmo II con la sua più che probabile gestione affidata a privati, o l’autorizzazione alla nascita del grosso centro commerciale della LIDL, per le conseguenze che potrebbe avere sul commercio al dettaglio della città. Una questione, quest’ultima, sulla quale il sindaco ha espresso pubblicamente il suo compiacimento, ma sulla quale ancora non si è aperto un dibattito politico.

Su questi o altri temi, il Mosaico accetterà di mantenere il profilo basso richiesto? Accetterà di non esprimere pubblicamente il proprio dissenso? Accetterà di (ri)trovarsi nella condizione di non incidere sulle scelte di maggioranza perché altri consiglieri potrebbero soccorrere il sindaco e fare da stampella? Il vero nodo è tutto qui.

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