Il consiglio comunale sul cimitero: “Il peggior spettacolo che la politica potesse rappresentare”

La disputa consiliare ha assunto da subito i connotati di una battaglia solo politica, in barba ai cittadini

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Credo che ieri pomeriggio a Monreale sia andato in scena il peggior spettacolo che ci si potesse immaginare la politica fosse in grado di rappresentare in un teatro il cui nome evoca scenari non rassicuranti; e del resto lo ha fatto in larga misura inconsapevolmente, perché solo le improvvisazioni e le recite a soggetto sortiscono risultati oltre le aspettative. 

In costanza di prescrizioni che impediscono la presenza di pubblico (e come non sospettare che non sia stato casuale?), ci ha soccorso la tecnologia che ha permesso a chi ha voluto di seguire una diretta su Facebook trasmessa da questa Redazione. 

La prova tangibile della, a dir poco, approssimazione andata in scena è stata da subito offerta dallo stato di agitazione che palesemente pervadeva tutti i protagonisti, nessuno escluso, manifestato da qualcuno anche con pressoché assoluto immobilismo. 

Certo, se poi si verifica che i responsabili del Governo della città non hanno predisposto nulla che potesse ragionevolmente mettere in condizioni i Consiglieri chiamati al voto di approfondire ogni dettaglio della questione, la rappresentazione teatrale della politica è destinata a un sicuro successo o debacle a seconda dei punti di vista. 

Certo chiunque, io per primo, ci saremmo immaginati che tutti i Consiglieri chiamati a esprimersi fossero stati dotati dal Sindaco e dagli Assessori interessati all’argomento di un dossier ampio e intelligibile a tutti sulla importantissima questione. Abbiamo invece assistito allo spettacolo di chi tra gli scranni di Governo e Presidenza si è affaccendato in modo affannoso alla ricerca di documenti citati o evocati dal consigliere Lo Verso che in rappresentanza del Mosaico ha provato a entrare nei dettagli del progetto e nelle sue criticità, meritoriamente dimostrando di aver approfondito per quanto possibile la questione, a differenza di altri su quelle sedie rimasti immobili e (forse) imbarazzati. 

Con queste premesse, su un provvedimento che darebbe via libera alla costruzione di un insediamento cimiteriale di proporzioni riconosciute enormi persino da chi si è dichiarato favorevole all’opera, la disputa consiliare ha assunto da subito i connotati di una battaglia solo politica, in barba alla gente, ai cittadini forse ancora convinti che lì si discutesse del merito della questione. Battaglia politica destinata a configurare e ridisegnare equilibri e posizioni di forza o debolezza all’interno della maggioranza con sospette o configurabili partite in gioco anche personali di qualcuno chiamato al voto. Battaglia evidentemente tanto urgente da non consentire neppure quel rinvio della seduta da qualcuno ipotizzato seppur timidamente, in nome di una accelerazione sui tempi della decisione rimasta inspiegabile. 

E ancor di più in questo scellerato panorama poco o nulla è stato dedicato negli interventi alla Frazione di Pioppo che vedrebbe l’insediamento di un’opera “secolare” senza che, in cambio di uno stravolgimento di tal portata da tanti punti di vista, si sia previsto nulla in termini di reale ristoro a Pioppo. 

Dubbi e almeno discutibili “promesse” di allacci a rete idrica o pochissimo altro, nulla in termini di viabilità – escludendo anche qui qualche pallida promessa – , nulla che possa compensare l’ipoteca sul futuro delle giovani e/o future generazioni che sempre più saranno destinate a rimpinguare le fila dei tanti emigrati che in estate qualche volta verranno in paese a far due chiacchiere al bar, in fondo rassicurati dal lavoro e prospettive diverse trovate magari all’estero. 

Nulla è stato plasticamente dimostrato ieri che testimoni una reale “visione” futuribile di una classe politica a dir poco miope. 

Qualcuno giustamente obietterà che chi scrive ha e vanta una appartenenza politica mai negata. Osserverò che l’impegno politico sincero non può, in nome di quella appartenenza, far finta di niente davanti a quello spettacolo offerto anche dai rappresentanti della compagine cui fa personalmente riferimento, specialmente per chi come il sottoscritto crede che l’impegno politico è innanzitutto interesse per la polis e auspicherebbe non si debba mai assistere a tutto ciò. 

Doloroso assai osservare come rischi che abbiano ragione quanti, più d’uno tra congiunti e amici, ti chiedono: “… ma chi te lo fa fare?…”. 

Francesco Macchiarella – componente della direzione regionale del PD

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