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Turismo: stretta su B&B e affittacamere abusivi

A Monreale il 70% delle strutture ricettive opera nell'ombra, una concorrenza sleale che la regione vuole combattere

Tempi duri per gli abusivi del turismo. La cancrena per gli operatori in regola, costituita dai tantissimi affittacamere, gestori di B&B e case vacanze abusivi, è stata presa di mira dal Parlamento siciliano. L’assessore regionale al turismo Manlio Messina ha presentato un disegno di legge finalizzato a colpire la concorrenza sleale molto diffusa nel settore della ricezione turistica.

L’abusivismo nel settore delle strutture ricettive anche a Monreale è cosa nota. Dell’ottantina di case vacanze, b&b, hotel, affittacamere visionabili nei portali online, solo una sparuta ventina risulta regolarmente registrata. Il 70-75% delle strutture opera in nero.

Il 10 settembre 2019 l’assessore al turismo Geppino Pupella, sollecitato da un’interrogazione consiliare dei consiglieri comunali Giuseppe Di Verde e Mimmo Vittorino, aveva confermato questi dati, annunciando che sarebbe partita immediatamente la caccia agli evasori, con l’aiuto delle forze di polizia. Un intervento poi stoppato dalla pandemia da covid19 che ha svuotato le strutture, rendendo inutili gli stessi controlli.

La norma inserita in finanziaria prevede l’assegnazione di un codice identificativo regionale a tutti gli operatori del turismo in modo tale da creare una banca dati regionale. Il codice identificativo sarà necessario per operare sulle principali piattaforme come Booking o Airbnb che in assenza di tale codice dovrebbero impedire che l’ospite possa procedere al pagamento del servizio tramite il loro portale.

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