Servizi a pagamento non richiesti, sequestro di 21 milioni di euro a WINDTRE

La società telefonica indagata per frode informatica, perpetrata a danno di centinaia di migliaia di consumatori

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Eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta obbligatoria di oltre 21 milioni di euro nei confronti del provider “WINDTRE”. L’accusa è di reato di frode informatica, perpetrata a danno di centinaia di migliaia di consumatori. 

Il sequestro è avvenuto in seguito alle indagini che hanno consentito di ricostruire una serie di condotte illecite perpetrate dal gestore che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe addebitato a migliaia di clienti importi non dovuti per attivazioni indebite dei cosiddetti Servizi a valore aggiunto (VAS) sul proprio dispositivo mobile. 

In precedenza la Finanza aveva già provveduto al sequestro di 12 milioni di euro nei confronti di due società content service provider (CSP), le quali, per conto del gestore telefonico, sviluppavano il software e proponevano, per il tramite di aggregatori/HUB tecnologici, il servizio alla clientela. 

Le investigazioni hanno disvelato che era sufficiente visitare una pagina web o consultare un’app con il proprio cellulare, talvolta con l’inganno di fraudolenti banner pubblicitari e, senza far nulla (Zero Click), per ritrovarsi istantaneamente a essere abbonati a un servizio che prevede il pagamento di una somma di denaro sul conto telefonico ogni settimana o mese in cambio dell’accesso a contenuti come notizie, oroscopi, suonerie, meteo, gossip, video o altro. Fenomeno illecito che si è appurato non essersi interrotto neppure durante l’emergenza sanitaria nazionale in atto.

Un business da svariati milioni di euro. La frode sarebbe stata effettuata anche mediante le attivazioni dei servizi VAS sulle connessioni mobili usate tra macchine per lo scambio di dati (le c.d. machine to machine, M2M, ad esempio gli impianti di allarme, domotica, ecc.), senza alcun consenso da parte di utenti.

L’ipotesi di frode informatica ai danni dei consumatori ex art. 640-ter c.p., sarebbe stata commessa da soggetti – alcuni con ruolo dirigenziale – di “WINDTRE”, nonché con aggregatori/hub tecnologici e content service provider (CSP) in concorso tra loro. 

Durante lo scorso mese di luglio, la compagnia telefonica ha reso noto di aver provveduto a rimborsare automaticamente sul conto telefonico tutti i clienti vittime delle attivazioni non compliant per oltre 20 milioni di euro, salvo poi richiederli indietro ai CSP interessati da tali attivazioni (c.d. “ribaltamento al provider”). 

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Milano e della Squadra reati informatici della Procura non sono ancora concluse.

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