Nel periodo 11-24 novembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,91. Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni/PPAA.
Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. E ancora: l’indice Rt è inferiore a 1 in molte Regioni/PPAA. Inoltre, per la seconda settimana consecutiva, l’incidenza dei casi negli ultimi 14 gg è diminuita. Questi dati “sono incoraggianti e confermano l’impatto delle misure che si accompagnano con una diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva; tuttavia, la pressione sui servizi ospedalieri è ancora molto elevata”.
“L’impatto della epidemia sui servizi sanitari assistenziali rimane alto. 18 Regioni/PPAA, il primo dicembre avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione: da 3.816 (24/11/2020) a 3.663 (01/12/2020); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 34.577 (24/11) a 32.811(01/12/2020).
“Si osserva una riduzione generale del rischio complessivo, con la maggior parte delle Regioni/PPAA a rischio moderato e, per la prima volta dopo sette settimane, due a rischio Basso, rileva la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.
Questa settimana si osserva una diminuzione significativa dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 590.65 casi per 100,000 abitanti nel periodo 23/11/2020-29/11/2020 contro 706.27 per 100,000 abitanti nel periodo 09/11/2020-22/11/2020, sebbene questa “rimanga a livelli molto alti”. Lo rileva la bozza di monitoraggio Iss-ministero della Salute.
“L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedali. E’ quanto si legge nel monitoraggio settimanale dell’Iss.
“Se guardiamo la dinamica dell’Rt, o indice del contagio, è passata in poche settimane da 1,7 a 1,4 a 1,18 a 1,08 e oggi i dati del monitoraggio segnalano di 0,91. In 5 settimane siamo passati da un numero molto preoccupante di 1,7 a un dato di 0,91. Questo non significa uno ‘scampato pericolo’, ma significa che le misure hanno prodotto degli effetti”, aveva spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo all’Health care summit del Sole 24 ore. “Era obiettivo di governo e regioni – ha aggiunto – scendere sotto 1, finalmente ci siamo riusciti ma c’è ancora una partita difficilissima in corso”.
“L’obiettivo è evitare una nuova recrudescenza virus a inizio anno” perché “dalla fine di gennaio contiamo di avviare la campagna vaccinale: sarà un’operazione, imponente, straordinaria e senza precedenti. Abbiamo bisogno che le nostre energie siano rivolte a questo e non possiamo arrivare a quel momento in difficoltà”. “Abbiamo visto, in estate, quanto basti poco per ripiombare in una situazione difficile”, ha aggiunto Speranza, quindi “dobbiamo evitare che la pausa natalizia ci rimetta in difficoltà nel giro di qualche settimana”. ù”Nelle ultime 24 ore quasi 1000 morti, uno dei dati più alti di questa pandemia. Nonostante questo, sento ancora polemiche”. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post sul suo profilo Facebook. “Posso capire il dispiacere dei cittadini, di chi magari a causa delle nuove regole anti covid non riuscirà a trascorrere il Natale in famiglia, ma la politica no. La politica non può fare continuamente polemica, non può criticare tutto in modo strumentale”, ha scritto Di Maio.
(ANSA)