Ieri, dinanzi all’Assessorato alla Sanità, in piazza Ottavio Ziino, è proseguito lo sciopero della fame, iniziato il 21 luglio scorso, di Grazia Adorni di Catania, responsabile del Coordinamento “Si può fare”. Una rete di salute mentale, a cui aderisce anche l’associazione Meravigliosamente di Palermo, presieduta da Annamaria Esposito, che raggruppa i familiari di soggetti adulti con grave disagio psichico, unitamente ad altre 25 associazioni sparse nel territorio siciliano, presiedute da Gaetano Sgarlata.
La protesta riguarda la problematica dei Centri Terapeutici Assistiti. I pazienti ricoverati che escono dalle strutture sono costretti ad effettuare la quarantena al loro rientro, anche dopo aver praticato un tampone con esito negativo.
Altra questione riguarda il blocco delle attività riabilitative esterne ai CTA, che stravolge il senso del ricovero in tali strutture, diventate in questi mesi del Covid quasi esclusivamente residenze assistite. “I ricoveri presso CTA – precisano le associazioni- devono sempre avere in psichiatria, tramite il Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale (PTRI), valenza riabilitativa tesa al recupero dell’autonomia e delle capacità sociali dei pazienti, contemplando pertanto attività all’esterno sia in forma individuale che di gruppo. Si ribadisce – aggiungono – l’emanazione di linee regionali chiare per la suddetta questione Covid. Si ricordano nel contempo tutti i problemi irrisolti nel campo della salute mentale. Una tra queste è la mancata applicazione del budget di salute, previsto per legge ma non ancora applicato”.
Una delegazione di utenti è stata ricevuta dai funzionari dell’Assessorato, D’Arpa, La Rocca, Noto e Vitale che hanno mostrato disponibilità a risolvere le questioni poste. Inoltre, hanno invitato il Coordinamento a formulare per iscritto le varie richieste che sarebbero state poste urgentemente all’Assessore Razza, assente per motivi istituzionali.
L’Associazione Meravigliosamente condivide pertanto l’atto estremo portato avanti da Grazia Adorni, che continua lo sciopero della fame e chiede una soluzione certa da parte degli Organismi Competenti.