MONREALE – Una passeggiata a piedi di circa mezz’ora, immersa nella macchia mediterranea, porta al Castellaccio, nella frazione di San Martino delle Scale.
Un luogo che fino a qualche anno fa era visitabile, dove soprattutto la domenica frotte di visitatori erano attirati dai momenti musicali o culturali che vi venivano realizzati al suo interno, o dalle proposte culinarie di Ninni Motisi, che aveva ottenuto l’autorizzazione dal CAS (Club Alpino Siciliano) per ridare anima allo storico monumento.
Oggi a ricordare quella breve parentesi è rimasta solo un’insegna, che inganna i visitatori invitandoli a visitare l’interno dello storico monumento normanno nel fine settimana. E quella che rappresenta una traccia da ripercorrere della nostra storia, un luogo dotato di un forte potenziale per attrarre turisti, sia per l’aspetto culturale che per quello naturalistico, è oggi un luogo abbandonato.
Il punto di partenza del percorso, alle falde del Castellaccio, è da sempre una discarica a cielo aperto, adiacente ad un rudere pieno di materassi e di ogni sorta di rifiuto, abbandonato da tempo e più volte dato alle fiamme.
È qui che i visitatori devono lasciare l’automobile per cominciare ad inerpicarsi. La passeggiata comincia tra i rifiuti, disseminati lungo il primo tratto del percorso. Il sentiero, poi, in diversi tratti è stato sommerso da rovi spinosi. Al termine della passeggiata, immersa in un panorama spettacolare, lo speranzoso visitatore che si è inerpicato per raggiungere quota 764 metri sul livello del mare per visitare il monumento si trova la cancellata del castello chiusa.
Il Castellaccio rientra tra i siti che l’amministrazione di Monreale aveva inserito tra quelli da valorizzare, tra quelli su cui puntare per attrarre visitatori.

Tra gli obiettivi dichiarati nel programma elettorale dell’attuale sindaco, Alberto Arcidiacono, vi era quello di aumentare l’offerta turistica di Monreale puntando anche sulla ricchezza naturalistica e sui siti di valore culturale presenti nel suo vasto territorio. Tra questi proprio quel Castellaccio che nel passato, anche più recente, ha avuto dei brevi momenti di vitalità, che gli hanno permesso di essere inserito tra le mete degli amanti della natura.
Ad un anno di distanza dal suo insediamento l’amministrazione non ha nel cassetto progetti sul monumento normanno, né c’è alcun tavolo tecnico aperto con il CAS. In un momento storico in cui si punta sul turismo di prossimità per fare crescere il fatturato delle locali imprese turistiche, la valorizzazione del castello, così come di tutto il patrimonio naturalistico di San Martino delle Scale, potrebbe contribuire alla ripresa delle locali strutture ricettive, così come dei tanti ristoranti, piegati dalla crisi economica.
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