“Il Consigliere Lo Verso era certamente disattento durante la Conferenza dei Capigruppo (diversamente sarei costretto a ritenerlo in malafede) all’interno della quale ho fatto presente al Presidente Intravaia che un atto di tale portata avrebbe richiesto un attento passaggio in commissione prima di giungere in Consiglio Comunale. In quell’occasione, il Presidente mi ha risposto che a suo giudizio la delibera aveva carattere prioritario ed indifferibile e non sarebbe stato opportuno attendere l’insediamento della Commissione”. È la risposta del consigliere Fabio Costantini al consigliere e capogruppo del Mosaico, Fabrizio Lo Verso.
Ieri il Consiglio comunale ha deliberato l’aumento dei gettoni di presenza dei propri consiglieri. Solo in tre, Fabio Costantini, Giuseppe La Corte e Silvio Terzo, hanno fatto mettere a verbale il proprio secco «No» all’aumento deciso dai colleghi. Lo Coco, Vittorino e Di Verde hanno abbandonato l’aula al momento della votazione, fatto che comunque non precluderà loro l’aumento delle indennità come avverrà anche per gli assenti.
“Il Consigliere Lo Verso manifesta – dichiara Costantini inoltre scarsa conoscenza delle motivazioni per le quali è stata riconosciuta l’illegittimità della precedente riduzione oppure cerca di gettare fumo negli occhi del lettore adducendo scientemente motivazioni populiste fuorvianti. La precedente riduzione fu operata per mano della dirigenza comunale e non fu determinata dal Consiglio comunale (organo sovrano in materia) così come richiede la legge: in sintesi la riduzione era del tutto legittima, non lo sono state invece le modalità con le quali tale riduzione è stata allora assunta”.
“Le connotazioni di disonestà intellettuale -prosegue – non appartengono certo alla mia persona, ragion per cui respingo al mittente le insinuazioni di Lo Verso invitandolo ad assumersi invece la responsabilità delle proprie azioni e ad ammettere di come a lui, al suo gruppo, alla maggioranza, sia piaciuta l’idea di aumentare il proprio gettone di presenza e di conseguenza la propria remunerazione da fonte pubblica (in molti casi unica fonte di reddito). Raccolgo infine con favore la notizia che alcuni Consiglieri starebbero valutando di ridurre il proprio gettone anche se, considerata la presenza degli stessi in aula, non gli rende certamente onore un ravvedimento successivo (soprattutto successivo alle polemiche e alla eco che avuto la notizia sui media locali) in quanto ci saremmo piuttosto attesi un comportamento conseguentemente coerente in aula al momento del voto”.