MONREALE – Ancora una volta è il centro comunale per la raccolta dei rifiuti differenziati, di Piazzale Tricoli, a tornare sotto i riflettori. Prima con l’amministrazione Capizzi, poi con l’amministrazione Arcidiacono, quest’ultimo dipendente della Rap, società che a Palermo si occupa dei rifiuti.
Un controllo eseguito dai tecnici dell’Asp, infatti, avrebbe rilevato l’assenza di corrente elettrica, del servizio igienico e dell’acqua. E ancora la presenza di contenitori in cattivo stato e tracce di percolato (leggi articolo). L’azienda sanitaria di Palermo avrebbe rilevato, quindi, una condizione igienico-sanitaria non delle migliori, sia per i lavoratori sia per gli utenti.
Come fanno, dunque, i lavoratori a lavarsi le mani o andare in bagno non lo sappiamo e, forse, non ci facciamo più caso. Compreso il fatto che il Comune, che mette al disposizione dei cittadini quell’area in quanto proprietario, è responsabile del sistema dei rifiuti nel territorio. Forse i cittadini stanno iniziando ad abituarsi nemmeno all’idea di un potenziale abbassamento dei tributi sui rifiuti e alla cura dell’ambiente grazie al corretto funzionamento della gestione dei rifiuti, la cui mission, oggi, è o dovrebbe essere l’economia circolare. Certamente non è col conferimento in discarica, dove si portano i rifiuti indifferenziati, che si fa la differenziata.
E’ per questo che proveremo, qui, a ragionare sulla grande opportunità che rappresentano (vedi il Nord) i centri comunali di raccolta. Pochi, forse, sanno che rappresentano la base per una corretta differenziata. Infatti non rappresentano un’idea priva di regole: sono regolati dal DM 8 aprile 2008 “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’articolo 183, comma 1, lettera cc) del D. Lgs.152/2006”del Ministero dell’Ambiente.
I centri di raccolta per la loro creazione devono rispondere a precise linee ministeriali: devono essere presidiati e supportati da viabilità esterna e interna; da pavimentazione impermeabilizzata per il percolato e la dispersione di carburante e olii; dotati di un sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dai rifiuti; da barriera esterna per l’impatto visivo; deve essere garantita la manutenzione nel tempo; all’esterno devono essere previsti sistemi d’illuminazione e cartellonistica che indichi le caratteristiche del centro, le tipologie di rifiuti conferibili, gli orari e le norme comportamentali. Garante di tutto questo, il Comune in quanto proprietario dell’area.
Di certo, oggi, la viabilità interna è un problema visti gli spazi ridotti; l’impermeabilizzazione del piazzale non può essere tecnicamente ricondotto al cemento; una rete non può fungere da schermi visivi; la permeabilità del piano di calpestio non può essere interpretato come un sistema di gestione delle acque meteoriche e provenienti dai rifiuti; l’assenza di energia elettrica causa l’assenza d’illuminazione.
Ma c’è di più: tutto questo venir meno rispetto al decreto ministeriale sui centri di raccolta, incide nelle tasche dei cittadini. Infatti, nei centri di raccolta dei rifiuti differenziati sarebbe possibile il conferimento d’imballaggi e rifiuti di carta e cartone; imballaggi e rifiuti di plastica; imballaggi di legno e rifiuti legnosi; metallo; materiali misti; vetro; contenitori T/FC; rifiuti in vetro; frazione organica umida; abiti e prodotti tessili; solventi; acidi; sostanze alcaline; prodotti fotochimici; pesticidi; tubi fluorescenti e altri rifiuti contenenti mercurio; rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; oli e grassi commestibili; minerali esausti; vernici, inchiostri, adesivi e resine; detergenti contenenti sostanze pericolose; farmaci; batterie e accumulatori al piombo derivanti dalla manutenzione dei veicoli a uso privato, effettuata in proprio dalle utenze domestiche; rifiuti legnosi; sfalcio e potature; ingombranti; cartucce toner esaurite; rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali. Insomma una quantità enorme di materie che potrebbero produrre reddito per la collettività e certamente avere un’incidenza positiva sull’ambiente.
A questo punto la domanda: cosa sono per noi i centri comunale per la raccolta dei rifiuti e soprattutto cos’è davvero per noi, in primis l’amministrazione, la raccolta differenziata? Ecco perché questa storia del centro raccolta dei rifiuti differenziati interessa ciascuno e tutti. Ma questa è la direzione che dipende da un’amministrazione che alle discariche deve preferire la differenziata, seguendo regole e aspettative della collettività in aree idonee.