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Monreale, la campagna elettorale e il virus dell’ipocrisia

Monreale, 26 aprile 2019 – L’aria che si è respirata in queste ultime settimane, e che si continua a respirare in questi giorni, è cosi zeppa di ipocrisia che molti miei concittadini sono dovuti “ricorrere a degli antistaminici”. Già, sembra quasi una forma virale che ha colpito buona parte della cittadina Normanna e si è allargata a macchia d’olio. È arrivata finanche alle frazioni e nei luoghi più disparati.

Zone del nostro territorio che molti, per tanti anni, hanno dimenticato che esistessero, sono state interessate dal “virus”.
Un “virus” che spesso si trasmette tramite un semplice sorriso, un abbraccio, una pacca sulla spalla, una stretta di mano, e magari qualche volta sfocia anche in una piccola promessa gettata lì, tra i denti e dietro ammiccamenti che fanno presagire qualcosa di positivo che poi spesso si rivelerà essere tutto il contrario.

I preparativi della festa che celebra il Santissimo Crocifisso si mischiano a quelli che sembrano i preparativi di uno “scontro all’ultima scheda” che giorno 28 vedrà sul quadrato ben otto sfidanti. Ognuno di questi ha messo in gioco, e continua a farlo, tutte le proprie carte pur di salire sul gradino più alto.
Vediamo schiere di tifosi seguire il loro beniamino facendosi largo tra la folla e cercando di scavalcare gli altri “sfidanti” elargendo “santini” raffiguranti l’effige del loro preferito. Incontri, bicchierate, sfincionate, pranzi e cene sono all’ordine del giorno.

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