Segnala a Zazoom - Blog Directory

Salvini il 25 Aprile non sfila. Ma la festa della Liberazione è veramente anacronistica?

Monreale, 11 aprile 2019 – Matteo Salvini ha dichiarato che non parteciperà alle consuete celebrazioni del 25 Aprile. Sottolinea che ormai la contrapposizione tra sinistra e destra è da considerarsi ampiamente superata e che, per questo, intende porsi in posizione equidistante rispetto a entrambe. Per tale motivo, durante la data fatidica si recherà in Sicilia. Egli ha esternato il proprio pensiero, secondo cui l’autentica Liberazione è da ritenersi ormai quella che, in tempi si spera brevi, potrà “liberarci” dalla mafia, male assoluto. Per avallare tale proposito (che, tra l’altro, è ovviamente del tutto auspicabile) vuole dare un segno tangibile, sostenendo le forze dell’ordine presenti sull’Isola.

Il Ministro sembra, però, ad occhio e croce, voler sorvolare su alcune considerazioni, che, invece, appaiono più che ovvie.

La nostra Costituzione è una Costituzione democratica figlia della Liberazione, ovvero del sacrificio, delle lacrime e del sangue di tanti partigiani. L’equazione partigiani = comunisti,  sembra piuttosto semplicistica e approssimativa. Così come odora di pressappochismo identificare il 25 Aprile come una sorta di commemorazione ad esclusivo appannaggio della sinistra. Tra gli oppositori del regime non c’erano solo i “comunisti”, ma anche i cattolici, i socialisti, gli ebrei, i professionisti, gli operai, i ricchi, i borghesi, il clero … persino il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa partecipò attivamente alla Resistenza, da sottotenente, insieme a un manipolo di fedeli carabinieri.

Ecco perché la completa identificazione dei partigiani con i comunisti risulta un tantino impropria.

In realtà sembra piuttosto insolito che un Ministro della Repubblica voglia disinteressarsi a una celebrazione tra le più rappresentative per il nostro Paese. Il ruolo che egli ricopre, anche solo per esigenze legate al protocollo istituzionale, suggerirebbe il dovere di onorare e rendere omaggio a questa giornata così commemorativa, direttamente sul luogo preposto per gli onori ufficiali.

Il 25 Aprile ha, infatti, consentito la nascita della Democrazia in Italia, una Democrazia rappresentata, in questo preciso momento storico, anche dal Ministro Salvini. 

Commemorando la Liberazione, milioni di italiani e di italiane hanno avuto modo di rievocare un momento storico che rappresenta veramente lo spartiacque fondamentale: la libertà, conquistata faticosamente dopo vent’anni di regime, attraverso le numerose testimonianze di sacrifici intensi, sanguinosi, inenarrabili. La trasposizione cinematografica di tali sacrifici, che hanno visto immolarsi tanti uomini e  tante donne, è sintetizzata da un capolavoro del neorealismo: “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. Basterebbe riesumare questa vecchia pellicola per riscoprire il valore del 25 Aprile.

Rimane impresso nella memoria di tutti coloro che guardano il film l’urlo disperato di Pina (Anna Magnani) che corre dietro al camion su cui i tedeschi stanno portando via il suo uomo. Quel “Francesco!” urlato prima di venire falciata da una raffica, sarà il grido che sveglierà il cinema italiano e l’Italia intera dal torpore, un torpore che non dovrebbe mai più avvilupparci, ma che, purtroppo, pare stia, a poco a poco ma inesorabilmente, prendendo corpo.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.