La Lega intensifica i controlli antidroga nelle scuole. Gelarda e Ficarra: “Poco importa se qualche studente storce il naso”

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Palermo, 6 marzo 2019 – Sono destinati a intensificarsi i controlli anti-droga nelle scuole, gli stessi controlli che hanno fatto indignare numerosi studenti che hanno visto l’intrusione delle forze dell’ordine all’interno degli istituti come un abuso.

Lo dichiara con una nota Igor Gelarda, Resposabile regionale enti locali della Lega e capogruppo in Consiglio comunale a Palermo, insieme ad Elio Ficarra, responsabile enti locali in Provincia ed esponente del Carroccio a Sala delle Lapidi.

“Braccare gli spacciatori di droga davanti alle scuole significa salvare la vita ai nostri figli. E pazienza se qualche studente storcerà il naso per i controlli delle forze dell’ordine ritenuti eccessivi, soprattutto in classe, come recentemente accaduto al liceo classico Umberto I di via Filippo Parlatore, dove alcuni giovani hanno parlato addirittura di grave atto intimidatorio. Poco importa: se riusciremo ad allontanare anche un solo venditore di morte da una scuola, per gli studenti saranno disagi ben spesi”.

Scenderà in campo anche la polizia municipale, personale in borghese sarà presente davanti ai cancelli delle scuole e verranno installate delle telecamere collegate direttamente con le forze dell’ordine.

“Secondo la relazione 2018 al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia – prosegue Gelarda – uno studente su quattro ha provato almeno una volta una qualche forma di droga. Nel 34% dei casi marijuana, ma quello che adesso preoccupa ancora di più è la crescita del consumo fra i giovanissimi delle nuove sostanze psicoattive illegali come la spice: un mix di erbe essiccate che produce effetti simili a quelli della marijuana, ma in realtà ben più gravi per la salute. È una vera e propria emergenza con alcuni casi che registrano un’età di consumo che si riduce addirittura a 12 anni”.

Nessuna parola invece è stata spesa riguardo le modalità con cui tali controlli vengono eseguiti, il che forse è il vero nodo della questione. Durante l’orario di lezione gli studenti sono stati costretti a uscire dalle aule mentre gli agenti ispezionavano gli effetti personali, alcuni di loro sono stati isolati dagli altri e chiusi all’interno delle classi con il dirigente scolastico e gli agenti. La maggior parte sono ovviamente minorenni, ma poco importa.

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