Riceviamo e pubblichiamo
Gentile direttore,
una riflessione rivolta ai cittadini, sullo stato di caos che vige nella nostra città, rispetto al concetto di percorso civico tanto decantato da chi conserva in tasca una tessera di partito.
E lo spunto parte da un fatto che, pur essendo per molti di noi assai distante, inevitabilmente, ci coinvolge tutti: le primarie del PD.
Oggi, fatto pubblico, il PD celebrerà il suo famoso giorno di festosa democrazia e subito dopo tornerà a separarsi in vista del 28 aprile. Ovvero, come ormai noto e mai smentito dalle parti interessate, una parte tenterà di diventare “civicamente bellissima” e un’altra parte ripercorrerà strade di nostalgica memoria politica.
Il tutto sotto il nome di “liste civiche”.
Un percorso che potrebbe essere così espresso: il partito delle primarie amministrative del 2013 nel fare eleggere l’attuale amministrazione, con cui subito dopo litigò, oggi si trova talmente d’accordo nel voler cancellare quell’esperienza che addirittura si è spaccato.
Successivamente si è ritrovato nell’elezione della segreteria cittadina, salvo litigare ancora una volta al suo interno.
Poi si è ritrovato durante gli incontri ufficiali della delegazione trattante del PD con i candidati sindaci, salvo poi litigare perché non tutti d’accordo sulla scelta del nome fatto dall’altra componente con cui già in passato aveva litigato.
Si, lo so che si rischia la confusione ma sono fatti realmente accaduti! Ma sdrammatizziamo, facciamoci una bella risata e andiamo a oggi.
Il Partito Democratico che andrà alle prossime elezioni amministrative separato e senza simbolo, domenica festeggerà una magnifica giornata di democrazia per eleggere un segretario nazionale che sin da subito avrà a che fare con un PD cittadino che non presenterà una sua lista ufficiale, non presenterà il simbolo e soprattutto sarà diviso e soprattutto camuffato sotto la parola “progetti civici”.
Ovviamente con l’aspettativa di fare pace dopo il 28 aprile e tornare, loro, sotto il simbolo democratico.
Chissà cosa ne pensano di tutto questo percorso civico i loro candidati sindaco? Allora la domanda: “cosa significa progetto civico”?
Tutto ciò per volere far emergere che il PD esiste ancora, con tutti i suoi organi quali segreteria, direttivo e assemblea solo che in vista del 28 aprile si nasconde ma non si trasforma. Ma questo col favore e la consapevolezza di chi si candida a sindaco col nome di liste civiche? Ma la vera domanda è: tutto questo gioco del “ti vìo…’ un ti vìo”, quali benefici produce in favore dei cittadini? Ha forse a che fare con i problemi della città, ad esempio l’illuminazione, le strade, la fognatura, l’ex cinema Imperia, il piano traffico, il PRG, il dissesto economico, la raccolta differenziata, i lavoratori ex ato, etc etc?
Proprio le cose che non hanno fatto quando avevano ricevuto, nel 2014, la fiducia dei cittadini.
Massimiliano Lo Biondo – candidato sindaco di Monreale (#Oltre)