Monreale, 26 febbraio 2019 – Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dal presidente dell’associazione “Liberi di Lavorare”, Biagio Cigno, in relazione al fatto accaduto ieri pomeriggio in aula consiliare.
“Leggere sulla testata del giornale on line www.filodirettomonreale.it, quanto è accaduto nella giornata di ieri presso l’aula consiliare Biagio Giordano dove si sarebbe svolta la seduta del Consiglio Comunale e mi riferisco al fatto della distribuzione di un volantino sui banchi dei consiglieri, fatto giustamente rimuovere dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Di Verde, mi amareggia alquanto, riportandomi alla memoria della fatidica tornata elettorale del 1994, funestata da una serie di episodi cruciali, macchine bruciate e cani uccisi ad esponenti candidati progressisti, che fecero allora intervenire sulla vicenda il Ministro degli Interni Maroni.

Ogni competizione elettorale deve porre alla base di ogni partito o movimento politico un codice etico di comportamento che a prescindere dalle idee o valori professati tenga prioritariamente in considerazione il rispetto per l’avversario.
Si può divergere, contrastare, controbattere, utilizzando le sedi ed i mezzi opportuni senza incorrere alla menzogna, al turpiloquio o ancora peggio alla diffusione di notizie, costruite e fabbricate ad arte, alludendo ed ammiccando, con il solo fine di screditare il concorrente di fronte all’opinione pubblica, associando il rivale a chissà quali nefandezze questi abbia commesso o appartenuto, trincerandosi vigliaccamente dietro l’anonimato di un volantino.
Se l’autore dello scritto ritiene di essere nel giusto, faccia sentire le sue ragioni nelle sedi opportune, anche pubbliche, mettendone però la faccia e prendendosi le proprie responsabilità, altrimenti taccia e faccia tesoro di un imperativo categorico che è alla base della politica e che è il confronto con gli altri sulle proprie idee ed opinioni”.