Monreale, 5 gennaio 2019 – Si accendono i toni tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, affiancato adesso anche da Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli), Dario Nardella (Sindaco di Firenze), Giuseppe Falcomatà (Sindaco di Reggio Calabria) e Federico Pizzarotti (Sindaco di Parma).
I Sindaci in questione hanno dichiarato apertamente l’intenzione di disobbedire ad alcune disposizioni, che vanno contro gli stranieri, perché ritenute incostituzionali e violanti i diritti umani. Pesanti le risposte di Salvini che tuona: “Chi è contro il Decreto Sicurezza e a favore dell’immigrazione clandestina tradisce l’Italia e gli italiani e pagherà di fronte alla Legge e alla Storia”.
Nel frattempo, però, aumenta il numero dei Sindaci che aderiscono all’ondata di disobbedienza portata avanti dal Sindaco di Palermo: Franco Ribaudo di Marineo, Nicolò Nicolosi di Corleone, Massimo Diano di Santa Cristina Gela, Piero Aldeghieri di Campofelice di Fitalia, Rosario Petta di Piana degli Albanesi, Epifanio Mastropaolo di Godrano e Franco Agnello di Villafrati hanno scritto una lettera in cui dichiarano di essere impegnati in progetti di accoglienza e integrazione e chiedono la sospensione della legge 132/2018.
Il centro della questione è l’articolo 13 del decreto sicurezza: secondo quanto scritto nel decreto, il permesso di soggiorno non consente al titolare l’iscrizione anagrafica, con conseguente impossibilità di ottenere la residenza e la carta d’identità, senza cui non è possibile usufruire del Servizio Sanitario Nazionale o iscriversi a un centro per l’impiego. Nonostante, effettivamente, la carta d’identità non sia requisito necessario per l’accesso a diversi servizi, sia pubblici che privati, molti degli enti che erogano tali servizi non sono adeguatamente informati sulle procedure e potrebbero pertanto rallentare (come già accade, tra l’altro) i processi di integrazione dell’immigrato.

Anche il Sindaco di Monreale Piero Capizzi si è schierato con i Sindaci “ribelli” esprimendo la sua vicinanza a Orlando. Non tardano ad arrivare i duri commenti degli esponenti della Lega Sicilia: “Gli impiegati dell’ufficio anagrafe del Comune di Palermo rispettino quanto prevede il decreto sicurezza in tema immigrazione – ha detto Igor Gelarda, Responsabile siciliano Enti Locali della Lega -, anche perché seguendo l’ordine del Sindaco di non applicare la legge potrebbero commettere un reato del quale sarebbero chiamati a rispondere personalmente, nonostante le rassicurazioni del primo cittadino”.

“La verità – concludono Gelarda ed Elio Ficarra, consigliere comunale della Lega – è che Orlando sta facendo campagna elettorale sulla pelle dei palermitani, cercando un po’ di consenso a sinistra, dove in questo momento non si capisce chi comanda”.
Il rischio è una denuncia per abuso d’ufficio a carico dei Sindaci che si rifiutano di mettere in atto il decreto sicurezza. Nel caso in cui, però, si ricorresse alla Corte Costituzionale, andrebbero rivisti i punti del decreto considerati in disaccordo con la Costituzione. Ma non sono rose e fiori neanche all’interno del governo: prima Matteo Mantero e poi Paola Nugnes, entrambi M5S, si sono apertamente schierati contro il decreto sicurezza. La Nugnes ha dichiarato all’Huffington Post “Sul decreto immigrazione e sicurezza io sono con i sindaci che si oppongono, di qualunque colore politico siano e non mi chiedo se abbiano intenti più o meno propagandistici in questo. […] In ogni modo lo avevamo previsto che sarebbero partiti ricorsi, opposizioni di diversa natura e che si rischia concretamente il ricorso alla Corte Costituzionale. Era inevitabile e non mi sorprende la sollevazione di molti sindaci”.
Ieri si è tenuto il sit-in in piazza Pretoria, a Palermo, in cui Orlando ha ribadito il suo “NO a leggi inumane e incivili e SI ai principi cardine della nostra comunità, della nostra storia e della nostra Costituzione”. Ma sempre nella giornata di ieri un altro avvenimento ha fatto scalpore. Fabio Citrano, membro dell’ufficio stampa del Comune di Palermo, ha risposto a un tweet di Salvini con un sonoro “suca”. Com’era prevedibile il Primo Ministro ha colto la palla al balzo, una palla decisamente buona in un clima teso come quello di questi giorni. Orlando ha comunque dichiarato su Facebook che il Segretario generale del Comune valuterà i provvedimenti disciplinari del caso.