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Caputo Salvino e Mar­io. La Corte di Cas­sazione rigetta il ricorso presentato da­lla Procura della Rep­ubblica di Termini Imerese

Palermo, 22 dicemb­re 2018 – La Prima sezione pen­ale della Corte di Cassazione al termine dell’udienza celeb­rata in camera di co­nsiglio, su conforme richiesta della Pro­cura Generale, ha rig­ettato il ricorso pr­esentato dalla Procu­ra della Repubblica di Termini Imerese che aveva impugnato l’ordinanza del Trib­unale per il Riesame di Palermo che il 20 aprile aveva annul­lato l’ordinanza di arresti domiciliari emessa dal Gip pres­so il Tribunale di Termini Imerese su ri­chiesta della stessa Procura della Repub­blica. 

La Corte di Cassazione ha condivi­so le richieste form­ulate dai difensori dei fratelli Caputo, gli Avvocati Raffae­le Bonsignore, Franc­esca Fucaloro e Nico­la Nocera. Il Tribun­ale per il Riesame aveva annullato il pr­ovvedimento del Trib­unale di Termini Ime­rese sia per la asso­luta mancanza dei gr­avi indizi di colpev­olezza che per il co­mportamento tenuto in campagna elettorale dai fratelli Capu­to e in particolare di Salvino che aveva da subito agito per ricercare i consensi per il fratello Ma­rio con manifestazio­ni pubbliche, comizi e riunioni in diver­si comuni della prov­incia. 

La Procura de­cise di proporre ric­orso per cassazione chiedendo l’annulla­mento del provvedime­nto del tribunale de­lla Libertà di Paler­mo. La Corte di Cassa­zione ha ritenuto ben motivato il provve­dimento del Riesame rigettando il ricorso della Procura della Repubblica di Pale­rmo. In precedenza la quinta sezione del­la Corte di Cassazio­ne il 13 novembre sc­orso aveva rigettato il ricorso presenta­to dalla Procura di Termini Imerese nei confronti di Vercio Benito. 

Questi provv­edimenti, hanno dich­iarato gli Avvocati Bonsignore, Fucaloro e Nocera, confermano che non sussistevano le condizioni proc­essuali per l’emiss­ione dei provvedimen­ti da parte della Pr­ocura di Termini Ime­rese nei confronti dei fratelli Salvino e Mario Caputo.

“Abbiamo sempre avuto sin dal primo momento fiducia nella magistratura nella certezza della regolarità del nostro comportamento – dichiara Mario Caputo -. E il fatto che ben due diverse sezioni della Corte di Cassazione abbiano rigettato il ricorso della Procura di Termini Imerese è a conferma che non esistevano le condizioni processuali per emettere il provvedimento poi annullato dal tribunale per il Riesame e poi dalle due sezioni della Corte di cassazione”.

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