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Pascucci: “L’argomento del dialogo coi parenti dei mafiosi andava trattato, scelta condivisa in campagna elettorale”

Corleone, 27 novembre 2018 – Non si calmano le acque sul tema elezioni, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze dell’ormai famoso post pubblicato sui social dal candidato sconfitto Pascucci.

Alla fine dei giochi, infatti, Pascucci non rinuncia a togliersi qualche peso dallo stomaco. “Io e la mia squadra siamo ancora convinti che l’argomento del dialogo con i parenti dei mafiosi andava trattato. La scelta di affrontare questo tema – afferma Pascucci in un’intervista a Lapresse – era stata largamente condivisa in campagna elettorale”. Si riferisce a Giuseppe Chiazzere, Roberta Alaimo, Mario Giarrusso e Piera Aiello, deputati dell’Antimafia.

Viene mostrato anche un video, risalente a dieci giorni fa, in cui Pascucci comunica di essere andato a trovare nel suo bar un congiunto di un boss, affermando che “era un passo che dovevamo fare. I familiari dei mafiosi non sono stati condannati, possono prendere le distanze”. E alla fine applaudono Chiazzasse, Giarrusso e Aiella. Gli stessi insomma che, dopo l’ira di Di Maio, non hanno esitato a prendere le distanze da Pascucci.

“Probabilmente nell’organizzazione politica del movimento prevale il rispetto nei confronti del capo che prende le decisioni” commenta lo sconfitto, ma tutto ciò fa riflettere sulla tendenza, all’interno di M5S, ad approvare acriticamente il pensiero del leader (come riporta Repubblica Palermo).

Ora Pascucci si aspetta l’espulsione, anche se, a suo dire, immeritata. Non si sa invece se ci saranno ripercussioni su coloro che erano in accordo col candidato sindaco rispetto all’apertura ai parenti dei mafiosi. Nonostante tutto, e nonostante il fatto che possibilmente Pascucci non potrà più utilizzare il simbolo del M5S, l’ex aspirante sindaco si sente ancora in sintonia col movimento e sottolinea che continuerà il suo impegno a Corleone.

Al di là delle polemiche sollevate negli ultimi giorni, Corleone festeggia il suo nuovo, ma già visto, sindaco. Nicolò Nicolosi infatti è già stato sindaco di Corleone dal 2002 al 2007. 

Nicolosi, ricordiamo, è stato più volte deputato regionale, parlamentare dell’Ars dal 1986 al 2001 con Democrazia cristiana e poi con una lista civica. Nel 1992 fu arrestato da vice prendete dell’Ars, ma successivamente assolto da tutte le accuse e risarcito. Nel 2007 si era ricandidato per la carica di sindaco di Corleone, ma perse al ballottaggio.

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