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Progettazione, partecipazione, dialogo con le altre forze politiche. L’Intervista a Roberto Gambino

Monreale, 24 novembre 2018 – Dialogo con le altre forze politiche, progettazione per la ricrescita del paese, campagna elettorale, partecipazione. Diversi i temi affrontati ieri pomeriggio nel corso dell’intervista con Roberto Gambino, portavoce del movimento Il Mosaico, per comprendere meglio verso quale direzione sta andando il gruppo e sui possibili sviluppi futuri.

Ancora non avete sciolto la riserva sulla vostra candidatura, cosa si aspetta?

Sulla candidatura tengo a precisare che il movimento non nasce per intraprendere il percorso verso le amministrative. Il gruppo così com’è nasce come esperienza di progettazione partecipata. Nel momento in cui diventa progetto politico locale è normale che questa esperienza vada portata fino in fondo verso un movimento cittadino legato all’amministrazione e alla politica.

Siete riusciti ad uscire dallo spirito dell’associazionismo per acquisire quello di forza di governo?

È vero che ci siamo costituiti in associazione, tra l’altro associazione di volontariato con finalità politica di coinvolgimento attivo dei cittadini alla partecipazione verso la cosa pubblica. Ma a prescindere siamo proiettati verso un carattere progettuale per la città. Qualsiasi sia l’esito del percorso che stiamo facendo rimarremo legati al territorio per attivare processi di progettazione sia in ambito socio culturale che, in collaborazione col Comune e altri enti, di natura economico urbanistica.

In che modo è cresciuto il movimento nell’arco di questi mesi?

Abbiamo assistito a una crescita del movimento politico, ha avuto subito un’esplosione nel momento in cui abbiamo presentato le idee legate al coinvolgimento dei cittadini. Ci sono state molte adesioni confermate al momento dell’atto fondativo, un mese fa. Oggi che andiamo verso le amministrative è chiaro che c’è un’accelerazione sul versante dell’impegno politico, e questo impegno lo abbiamo alimentato attraverso incontri con i vari gruppi con cui ci siamo confrontati. Continuiamo a registrare nuove adesioni, per cui possiamo dire che il movimento è in crescita.

Lei crede che sia possibile garantire uno sviluppo alla città in condizione di dissesto?

Noi nello statuto citiamo il fatto che il movimento nasce in un momento di particolare difficoltà per il territorio. Ci poniamo come possibile contributo per rilanciare una progettualità che possa portare sviluppo a prescindere dalle difficoltà finanziarie. È per questo che stiamo portando avanti la logica della progettazione e dei contributi extracomunali. Il discorso del dissesto è centrale, vogliamo mettere la città al centro. Non siamo interessati ad alcun ragionamento che abbia a che fare con una visione partitica o che si rifà a partiti nazionali. Abbiamo puntato sulle problematiche del paese e sulle possibili soluzioni, stiamo cercando di tessere relazioni anche insteristituzionali tra il movimento e vari soggetti con cui poter dialogare. È chiaro che col Comune abbiamo difficoltà di dialogo. Per quanto riguarda gli altri livelli il 28 dicembre sarà una giornata interistituzionale, saranno presenti Fabrizio Dell’Acqua, segretario comunale del Comune di Milano, e l’Assessore Regionale alla formazione Roberto Lagalla. Discuteremo insieme di processi formativi finalizzati alla rigenerazione e rimotivazione del personale del comune in dissesto.

Abbiamo parlato molto di progettazione, e si è parlato di attingere ai fondi regionali ed europei. Ma questi progetti prevedono un cofinanziamento da parte del Comune. Come si può garantire il cofinanziamento da parte di un Comune in dissesto come nel caso di Monreale?

Ci sono dei finanziamenti che prevedono il cofinanziamento, ma parliamo di progettazione europea. Dobbiamo fare una distinzione tra fondi a gestione diretta, in cui è previsto tra il 10% e il 20% di cofinanziamento, e i fondi del POFESR, fondi strutturali, che sono quelli che l’Europa consegna alle Regioni dette obiettivo convergenza, cioè che devono convergere agli standard europei. L’obiettivo è quello di riuscire a mettere in piedi un piano di azione locale con il coinvolgimento di tutti coloro che potranno avere un ruolo attivo. Anche in questa ottica possiamo liberare risorse per la riorganizzazione del comune, tanto per l’informatizzazione dei servizi quanto per la formazione del personale.

In questi mesi di attività siete riusciti a bucare la diffidenza e la sfiducia diffusa dei cittadini nei confronti della politica?

Stiamo intercettando tanti cittadini che sono disillusi rispetto a ciò che si presenta nel panorama politico generale, riusciamo ad avere una buona interlocuzione. Sono cittadini che hanno chiesto attivamente di aderire e partecipare, molti ci guardano con interesse. E stiamo parlando di cittadini a titolo personale, non di gruppi organizzati. Poi chiaramente abbiamo un dialogo aperto con alcune parti che sono organizzate politicamente, Monreale Bene Comune ma anche con Massimo Lo Biondo di Oltre. Ci vedremo la prossima settimana con Lo Biondo per capire che tipo di ragionamento si può mettere in atto rispetto al nostro approccio.

Quindi che tipo di interlocuzioni avete avuto fin ora? Da cosa dipende il fatto che non si sia formata una coalizione?

C’è stata una particolare sintonia con Marco Intravaia. Lui fa riferimento al Presidente della Regione, abbiamo avuto un ottimo dialogo soprattutto per quanto riguarda l’impegno per la città e il metodo legato all’approccio progettuale. Su questo aspetto noi arricchiamo con la partecipazione attiva dei cittadini, ma sul metodo complessivo e sull’organizzazione del Comune e delle risorse umane abbiamo avuto una grande intesa e pensiamo di rivederci presto. Voglio sottolineare che noi non vogliamo rimettere insieme il centro sinistra, anche perché siamo convinti che in questo momento stiamo assistendo a una certa liquidità delle appartenenze politiche. Il centro sinistra ha dimostrato una sua incoerenza e sarebbe controproducente in questo momento ragionare in questi termini. Con Monreale Bene Comune una delle maggiori divergenze che abbiamo riscontrato riguarda la partecipazione, o meglio il percorso verso le amministrative. Per noi non è indispensabile esserci, mentre Oltre e MBC ci saranno in ogni caso. Loro vogliono cercare di ricucire il centro sinistra, a noi interessa mettere assieme competenze ed energie dei cittadini monrealesi che vogliono contribuire allo sviluppo del territorio a prescindere dall’appartenenza.

Avete avuto difficoltà nel presentare il vostro progetto all’amministrazione?

Uno dei nostri progetti esecutivi è stato presentato per un finanziamento del Dipartimento per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto ha come obiettivo quello di favorire il dialogo intergenerazionale e prevede tutta una serie di attività importanti di coinvolgimento nel territorio, tra cui il festival delle generazioni, l’individuazione degli anziani a rischio isolamento sociale. Nonostante il progetto abbia un partnerariato nutrito, senza il coinvolgimento attivo del Comune risulterebbe monco. Ad aprile, in sede di presentazione del progetto, l’amministrazione non si è presentata all’incontro, nonostante fosse stata ufficialmente invitata e sensibilizzata. Ad ogni modo il progetto sta andando avanti in Commissione Ministeriale.

Abbiamo parlato molto di interlocuzione e dialogo con altri gruppi, ma se ci fosse bisogno di trovare un compromesso?

Abbiamo sempre detto che ci devono essere i presupposti per l’avventura politico amministrativa. Tra i nostri presupposti non c’è la vittoria ad ogni costo, se ci saremo lo faremo solo se sarà concretamente utile per la città. Questa decisione sarà presa insieme al gruppo di coordinamento e con l’assemblea degli aderenti. Se riscontreremo che non ci sono i presupposti per cui Il Mosaico possa dare un contributo positivo al governo della città noi non ci saremo.

La politica monrealese soffre di personalismi. Tra i candidati Sindaci fin ora emersi nessuno ha fatto un passo indietro. Roberto Gambino potrebbe farlo?

Non si è ancora parlato di candidato Sindaco o di candidatura al Consiglio Comunale, pur avendo abbastanza adesioni da poter garantire la formazione di una lista. Se ci sarà e chi sarà il candidato Sindaco lo deciderà il movimento.

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