Monreale, 5 novembre 2018 – “Bisogna intervenire sui comuni, domani invierò una nota a tutti i 390 Sindaci per vigilare affinché le case costruite a ridosso del mare o sugli alvei dei torrenti e dei fiumi non possano e non debbano essere utilizzate”. È uno dei primi provvedimenti che il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha deliberato insieme alla Giunta regionale, durante la seduta straordinaria che si è svolta ieri pomeriggio.
Verrà affidato all’Autorità di bacino il compito di rilevare, attraverso l’uso degli aerei, quali cubature siano state realizzate presso la spiaggia e negli alvei dei fiumi. Dopo di che verrà segnalata l’esistenza ai Sindaci e toccherà a loro intervenire attraverso gli strumenti a disposizione. “Se si tratta di case abusive, da abbattere devono essere abbattute – ha detto il presidente della Regione – quando i comuni e i Sindaci dicono di non avere le risorse per potere pagare le ruspe vuol dire che chiederemo al Governo nazionale di istituire un fondo speciale”.
Dopo l’assenza di 29 anni, l’Autorità di bacino è stata costituita nel mese di maggio, la Sicilia era l’unica regione scoperta, una struttura che ha il compito di programmare e di gestire i corsi d’acqua.
L’ultima ondata di maltempo ha provocato un’autentica strage in Sicilia con almeno 12 vittime. 9, tra cui due bimbi e un 15enne, a Casteldaccia, nel Palermitano, dove un fiume in piena ha riversato un’ondata di fango e acqua che ha travolto una villetta annientando due famiglie.
Il Presidente ha chiesto ancora una volta lo stato di emergenza, integrando le zone che fino a ieri erano escluse, ma da Roma non è arrivata nessuna risposta. Musumeci chiede il sostegno per le imprese private, soprattutto agricole, in ginocchio, che hanno visto naufragare ogni sogno, ogni speranza di reddito. Decine di migliaia gli ettari di terreno sommersi dall’acqua. Famiglie sul lastrico che piangono lacrime di sangue. “Da domani avvieremo al lavoro un migliaio di operai – dichiara – tra lavoratori dei consorzi di bonifica e forestale per cooperare nella pulizia degli alvei dei fiumi, per rimuovere tronchi d’alberi, fango e detriti. Ho chiesto l’intervento dell’Esa – continua – che assicurerà l’attivazione di operai e mezzi meccanici nelle strade interpoderali e nelle strade di campagna”.
In arrivo 115 milioni di euro, per il dissesto idrogeologico, da spendere nelle prossime settimane. Entro un anno e mezzo si potranno impegnare e spendere per progetti contro il dissesto idrogeologico per quasi 500 milioni di euro.
“Denuncio chi parla di sanatoria – afferma il governatore – oggi ho visto sul Milicia che quattro o cinque villette sono a ridosso del fiume. Chi parla di sanatoria in casi come questi lo denuncio per crimine contro l’umanità. Basta, abbiamo il dovere di fare tutti la nostra parte, a cominciare dal cittadino, che deve avere rispetto per il territorio ed essere meno egoista”, ha aggiunto a margine della riunione della giunta sui danni dell’alluvione.