Questione precari, Giacopelli (Cisl-FP): “Fuori luogo parlare di ricatto. Ai lavoratori non è stato riconosciuto il risarcimento dal Comune”

In un modello prestampato e dato ai precari comunali di Monreale, veniva chiesto di firmare e di porre fine alle pretese economiche nei confronti del Comune. Gli era stato chiesto di “rinunciare a qualsiasi azione legale volta ad ottenere il risarcimento del danno derivante per la perdurata reiterazione del termine di scadenza apposto sui loro contratti di lavoro”. 

Della richiesta i lavoratori avevano informato Silvio Russo, rappresentante sindacale Cgil che ha espresso i propri dubbi in merito. LEGGI QUI 

Oggi é arrivata una precisazione da parte di Nicola Giacopelli, segretario aziendale della Cisl-Funzione Pubblica che pubblichiamo integralmente. 

“Gentile Direttore,

riferendomi all’articolo pubblicato su “Filodiretto Monreale” dal titolo «Questione precari. Sospensione dell’azione legale nei confronti del Comune? Russo: “Una vergogna, una sorta di ricatto”», ritengo doveroso fornire alcune precisazioni, quale segretario aziendale della Cisl-Funzione Pubblica, che è stata impropriamente “tirata in ballo”.

Nei giorni scorsi si è tenuto fra i lavoratori interessati e l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco e dal segretario generale, un incontro che da me non è stato né richiesto, né sollecitato, né condiviso: peraltro, a questo incontro non sono stato invitato e, chiaramente, non vi ho preso parte.

È noto a tutti (tranne a chi è in malafede ovvero a chi purtroppo soffre di pre-demenza senile) che l’azione legale intrapresa nel 2013 da un gruppo di precari non è stata promossa o sostenuta dalla Cisl-FP; ed è altrettanto noto a tutti che l’esito negativo del ricorso, sia in primo che in secondo grado, ha comportato per i lavoratori non solo una comprensibile ed amara delusione, ma anche la “beffa” di doversi far carico delle spese legali e di giudizio.

Condivido l’affermazione del collega sindacalista secondo cui “se i dipendenti hanno diritto o meno alle spettanze da parte del comune dovrà essere il giudice a stabilirlo”: ma forse gli è sfuggito che sull’argomento la Corte d’Appello di Palermo si è già pronunciata nell’udienza del 19 luglio scorso, non riconoscendo ai ricorrenti il diritto ad ottenere dal Comune di Monreale alcun risarcimento monetario. Chi vorrà, evidentemente potrà rivolgersi alla Corte di Cassazione: resta il fatto che allo stato attuale ci troviamo di fronte ad una sentenza che può piacere o meno, ma che è chiara, lineare ed inequivocabile. Ed io mi trovo pienamente d’accordo con chi sostiene che le sentenze si rispettano, anche quando possono apparire non condivisibili o non convincenti.

Infine, ritengo che sia francamente fuori luogo parlare di “ricatto”: dovremmo sapere tutti che, sul piano giuridico, il ricatto si identifica sostanzialmente con il reato di estorsione. Chi tenta di ricattare qualcuno compie un’azione delinquenziale, vile e meschina, approfittando della debolezza di chi è ricattabile. Nell’ambito della vicenda che ci occupa, è di tutta evidenza che non ci sono in campo né delinquenti, né soggetti ricattabili. Riconduciamo allora responsabilmente la questione nel giusto e corretto contesto in cui è bene che stia.”

 

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