16 agosto 2018 – Il curriculum, si sa, è il primo mezzo con cui ci si presenta a un’azienda per la quale si è interessati a lavorare: esso può essere paragonato a un biglietto da visita attraverso il quale viene raccontato il percorso di studi del candidato e viene descritta la sua esperienza professionale. Non tutti, però, sono in grado di redigere un cv impeccabile e a volte vengono commessi errori che inducono i responsabili delle risorse umane delle società a cestinare i curriculum senza pensarci troppo. Gli errori di battitura, per esempio, sono tanto banali quanto fastidiosi: i refusi sono sinonimo di sciatteria e di scarsa attenzione. Anche inserire sul cv una foto che ritrae il candidato o la candidata in costume da bagno è a dir poco fuori luogo, così come è bene prestare attenzione alla presenza delle informazioni di contatto: sempre che siano corrette, ovviamente.
Come si scrive il curriculum
Si immagini il caso di un ragazzo che si è laureato da poco tempo e che però dice di vantare un’esperienza di diversi anni in un determinato settore lavorativo: non è molto credibile. Oppure, si pensi a un 30enne che millanta di essere stato alla guida di multinazionali conosciute in tutto il mondo. Un atteggiamento di questo tipo non può che condurre all’eliminazione della candidatura: fingere di aver avuto esperienze mai vissute o di essere in possesso di competenze di cui in realtà si è privi è inutile e dannoso. Per scrivere un cv efficace è necessario puntare sulla precisione, sulla chiarezza e sulla sintesi, fermo restando che tutti i dati devono corrispondere alla realtà. Sul web si trovano anche modelli preimpostati e curriculum vitae da compilare con estrema facilità, possono essere molto utili per risparmiare tempo, inoltre hanno una grafica standardizzata ed elegante.
Gli errori da evitare
La lunghezza eccessiva è uno degli sbagli più diffusi: occorre trovare il giusto equilibrio tra la necessità di essere completi e quella di non stancare chi legge. Non è difficile immaginare che un cv lungo dieci pagine è destinato a essere snobbato. Il suggerimento è quello di non andare oltre le due pagine, ricordando che le esperienze professionali devono essere elencate in ordine cronologico a iniziare dalla più recente. Mettere la foto è sempre utile, purché si tratti di una foto adeguata: da bandire sono le immagini poco professionali, come i selfie o quelle che immortalano una posa che non ha niente a che fare con un contesto di lavoro.
Vietato mentire
Dovrebbe essere normale, eppure è sempre opportuno ripeterlo: mentire in un curriculum è sbagliato, non solo per ragioni etiche ma anche e soprattutto per motivazioni pratiche. Non serve inserire esperienze accademiche poco credibili, e cercare di mettere in evidenza le proprie capacità non vuol dire viaggiare con la fantasia. Nessun candidato deve sentirsi autorizzato a parlare di master che non ha mai frequentato o di titoli che non ha mai conseguito. Sovrastimarsi ha un solo effetto, che è quello di venire eliminati a priori: e se anche si viene chiamati a un colloquio, prima o poi i nodi vengono al pettine, e per il selezionatore è facile riconoscere le invenzioni e distinguerle dalla realtà.
Attenzione, infine, a tutte le informazioni che si inseriscono nel curriculum: è importante che siano corrette, non risultino vaghe e soprattutto concordino tra loro. Per questo motivo, il cv deve essere letto e riletto più volte prima di inviarlo. In questo modo si può verificare anche se la forma scelta è quella più adatta: la presenza di margini e di spazi serve a rendere la lettura più agevole, mentre i passaggi più importanti dovrebbero essere evidenziati in grassetto. Da evitare tutte le frasi fatte e tutti i luoghi comuni tipici dei curriculum, dal famoso “problem solving” alla “capacità di lavorare in gruppo”.