Punti sensibili: Definizione
Si definiscono punti sensibili di un territorio, quelle strutture o quei luoghi che possono essere obbiettivo di reati penali o amministrativi, unici o reiterati.
Punti sensibili: Prevenzione e Repressione
Vivendo in un mondo ormai globalizzato, siamo tutti esposti ai rischi di eventi delittuosi ai quali non siamo preparati. Il terrorismo internazionale ce ne ha dato ampia dimostrazione.
Certo, l’imprevedibilità amplia enormemente la difficoltà di prevenzione ma è altrettanto certo che se riflettessimo un attimo, ci renderemmo conto che non tutti gli eventi delittuosi sono del tutto imprevedibili.
Poiché non ho l’intenzione di creare una guida pratica da mettere a disposizione di delinquenti e malintenzionati, enuncerò ad esempio solo eventi già successi e portati a conoscenza dai giornali.
Durante la attuale legislatura, in una delle cisterne di accumulo dell’acqua potabile di Monreale, vennero rinvenuti contenitori vuoti di solventi. Si pensò subito ad uno sversamento di tali solventi nella riserva idrica interessata. Che fare se non chiudere immediatamente l’erogazione dell’acqua alla cittadinanza? Così fu fatto, ma non poteva bastare, occorreva analizzare l’acqua. Purtroppo i tempi di analisi sul l’eventuale inquinamento avevano un tempo di risposta che avrebbe lasciato a secco la nostra cittadina per un tempo inaccettabile, di conseguenza fu deciso di svuotare l’enorme cisterna per eliminare il rischio alla cittadinanza. Così fu fatto con un danno economico mai quantizzato del quale nessuno può essere critico perché era l’unica cosa da fare in quel momento. L’esempio rende facile capire che gli acquedotti sono punti sensibili facilmente prevedibili nella mente spesso aberrata di malintenzionati.
Cosa fare per evitare il ripetersi di tali eventi è fin troppo facile, basta dotare tali punti sensibili di sistemi anti intrusione e/o di sistemi di video sorveglianza.
Qualche mese fa, fu denunciata più volte dagli abitanti della Cirba una serie di atti vandalici che mettono a dura prova la vivibilità di un quartiere storico meraviglioso quanto unico nel centro storico della città. Questo esempio e la sua reiterazione fa capire facilmente la necessità di dotare il quartiere ed i suoi abitanti di un sistema di video sorveglianza atto alla identificazione di maleducati, spacciatori e farabutti. Non sarebbe neppure tanto difficile raggiungere lo scopo in quanto le entrate e le uscite dal quartiere sono proprio poche e quindi l’investimento diventa risibile.
Dall’11 di luglio la città di Monreale in tutto il suo territorio è partita con la raccolta porta a porta e la differenziata. L’impatto è stato tremendo, la reazione di una nutrita schiera di cittadini è stata devastante, in pochi giorni tutto il territorio è diventato un letamaio, nonostante gli sforzi degli operatori ai quali può essere solo fatto un plauso per l’impegno profuso. Ad oggi si può osservare un notevole miglioramento della situazione nei punti dove c’erano i cassonetti, ma si può altresì osservare un espandersi del fenomeno soprattutto in zone meno di passaggio. Urge quindi una implementazione di sistemi di video sorveglianza che consentano di reprimere fermamente con multe salate i cialtroni che insistono nel distruggere il nostro ecosistema. I soldi spesi per tali implementazioni sarebbero un investimento con un ritorno a breve termine in quanto il minor costo di conferimento in discarica e i proventi delle sanzioni coprirebbero ampiamente l’investimento. Altri comuni hanno affidato a ditte esterne la creazione e la gestione di impianti di video sorveglianza in cambio di una percentuale sui proventi delle sanzioni.
Monreale cosa vuol fare, continuare a subire?
Gianni Berti