Corleone, 14 luglio 2018 – Con l’accusa di avere maltrattato i bambini di scuola materna, era stata sospesa dall’esercizio di pubblico ufficio una maestra. L’episodio era accaduto a Corleone dove i Carabinieri hanno hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio nei confronti di una insegnante di 54 anni di scuola materna, con conseguente interdizione per dodici mesi da tutte le attività inerenti al suo incarico, per maltrattamenti verso i fanciulli. Accuse dalle quali si dovrà difendere al processo con rito abbreviato il 20 settembre al Tribunale di Termini Imerese.
Il giudice ha anche respinto l’eccezione sull’inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali e la produzione di alcune perizie di carattere psicologico tese a dimostrare che sui bambini non ci sarebbero state violenze, che aveva richiesto la difesa.
Le delicate attività d’indagine, dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, sono state avviate a seguito della denuncia della mamma di un bambino che aveva riferito di essere stato vittima di maltrattamenti da parte della maestra. Le microtelecamere installate dagli investigatori hanno permesso di confermare l’attendibilità della denunciante. Durante la giornata scolastica, la maestra ricorreva abitualmente a punizioni fisiche ogniqualvolta si poneva la necessità di riprendere un comportamento non corretto avuto da uno o più bambini. Bastavano anche dei giocattoli fatti cadere a terra per far sì che il rimprovero, oltre che verbale, diventasse fisico.
Durante i quasi due mesi d’indagine, i militari hanno registrato reiterati episodi di maltrattamenti ai danni dei minori, consistiti in schiaffi alla nuca ai piccoli alunni e avvenuti sempre quando l’insegnante rimaneva sola con i bambini, senza occhi indiscreti a guardare.
A marzo dell’anno scorso, dopo l’ennesimo episodio di violenza, i carabinieri di Corleone sono intervenuti allontanando la maestra dall’aula e portandola in caserma, dove è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. All’udienza di convalida il gip Stefania Gallì dopo aver visionato i filmati non ha convalidato l’arresto. Quindi la maestra è stata rimessa in libertà. Un giudizio che è cambiato dopo che il tribunale del riesame di Palermo ha accolto il ricorso della Procura termitana applicando la misura cautelare della sospensione dai pubblici uffici, con interdizione dalle attività connesse con l’incarico di maestra per la durata di dodici mesi con provvedimento divenuto definitivo dopo la pronuncia della Corte di Cassazione.
Ripreso da Giornale di Sicilia