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Cimitero di San Martino, Lo Biondo: «Somme versate dai cittadini non incassate dal comune»

Monreale, 29 maggio 2018 – Il 26 maggio scorso, con l’operazione dei carabinieri di Monreale, è stata scardinata un’organizzazione criminale, che nel corso del tempo aveva preso il controllo del cimitero di San Martino delle Scale. Filodiretto ne ha già ampiamente parlato delle vicende ma molti altri sono i retroscena messi in luce dalle investigazioni degli inquirenti. Si è parlato di arresti, di nomi e di fatti raccapriccianti avvenuti all’interno del camposanto di San Martino. Poco, invece, si è parlato del lato umano di quanto accaduto. Molte persone non avranno più una tomba in cui piangere i propri cari. Molte salme sono state distrutte dai responsabili e molte sono saranno più ritracciabili. Sui fatti del cimitero degli orrori di San Martino Massimiliano Lo Biondo, candidato sindaco di Monreale, ha voluto esprimere solidarietà ai parenti dei defunti e riconoscenza alle forze dell’ordine, grazie alle quali sono venute fuori barbarie atroci, «con la fiducia che dei responsabili di quest’orrendo crimine possano esserne gettate via le chiavi delle patrie galere», afferma.

«È doveroso non nascondere o far passare sotto traccia l’aspetto politico-amministrativo di questa orrenda vicenda – dichiara -, che ha bisogno di essere chiarito: l’affermazione dell’esperto della Procura di Palermo, secondo cui esisterebbe un mancato incasso per milioni di euro, a danno dei bilanci comunali, con l’aggravante che sarà difficile indicarne l’esatto ammontare».

Per Lo Biondo «esiste un altro grave aspetto, politico, nel momento in cui emerge che i parenti dei defunti hanno versato delle somme che il Comune non ha invece incassato e quindi non ha potuto inserire nei bilanci. Così torna in mente la delibera della Corte dei Conti sul dissesto: il passaggio in cui la Corte dei Conti ha testualmente scritto che i bilanci approvati (rendiconto 2015 e previsionale 2016) “sono fuorvianti e non veritieri”, cui si aggiunge la parte in cui afferma il mancato monitoraggio delle entrate e della spesa dei bilanci. Quella sentenza, oggi, quindi, assume un peso maggiore rispetto al recente passato».

«Quale risposta, quindi – continua Lo Biondo – al fatto che mai è stata fatta un’iniziativa pubblica, soprattutto da parte di chi di quei bilanci ne è stato supporter o attore protagonista, per spiegare come e perché si è arrivati al dissesto? Auspico che possa essere fatta chiarezza politica da chi di dovere anziché nascondere la testa sotto la sabbia. E’ doveroso, verso i cittadini, che su tutta la linea sia fatta chiarezza. Con la consapevolezza che anche il silenzio sarebbe chiarezza politica».

 

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