Obbligo vaccini scuola, proroga regionale. Lagalla: “Bambini non vaccinati a scuola fino al 31 Marzo”

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Monreale, 12 marzo 2018 – Scaduto il 10 marzo il termine per la presentazione dei certificati vaccinali necessari per evitare l’esclusione da nidi e materne.Oggi invece scade il termine di vaccinazione per l’iscrizione alle scuole, ma dalla Regione Sicilia arriva una proroga: chi ad oggi non è stato immunizzato potrà comunque entrare in aula, in attesa di nuovi provvedimenti a fino mese. La decisione è stata presa dall’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, in accordo con l’assessore alla Salute, Ruggero Razza. 

Le famiglie che vogliono vaccinare i loro bambini, ha chiarito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, non avranno problemi se per diversi motivi hanno avuto un rinvio dopo il 10 marzo. Saranno invece sanzionati quelli che “per motivi ideologici” non hanno voluto vaccinare i loro figli. 

Secondo il ministero i vaccini obbligatori sono 10, stabiliti in base a un calendario. Si tratta di vaccini contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenza  B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella. 

“I bimbi delle scuole materne o dei nidi non in possesso della documentazione che comprovi l’avvenuta vaccinazione o la prenotazione per adempiere all’obbligo non potranno entrare nelle scuole“: lo ha chiarito il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli parlando con l’ANSA. A quel punto, ha aggiunto, “il dirigente scolastico notificherà ai genitori entro il 20 marzo l’obbligo di mettersi in regola e qualora ciò non dovesse avvenire l’Asl comminerà agli stessi una sanzione amministrativa”. “È evidente – sottolinea ancora Giannelli – che i presidi non possono far entrare i bambini nelle scuole materne e nei nidi in mancanza dei requisiti necessari, anche perché si rischierebbe l’omissione di atti di ufficio, ma è chiaro che tutto ciò è assolutamente lacerante. Sono cose che abbiamo già denunciato e ribadisco che noi presidi, insieme alle scuole, non siamo i gendarmi della burocrazia”. “La legge parlava molto chiaro e in alcune regioni sarebbe dovuto partire il sistema informatizzato per l’anagrafe vaccinale, ma ciò non è accaduto e questo certamente non aiuta; a questo punto con i certificati cartacei il rischio intasamento nelle scuole è molto forte”. Osserva Giannelli. 

l rispetto degli obblighi vaccinali è un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni), mentre dalla scuola primaria in poi i bambini e i ragazzi hanno garantito l’accesso, ma, in caso non siano stati rispettati gli obblighi, viene attivato dalla Asl un percorso di recupero della vaccinazione ed è possibile incorrere in sanzioni amministrative da 100 a 500 euro.

NIDI E MATERNE – Se il genitore/tutore/affidatario non ha presentato la documentazione richiesta, il minore non in regola con gli adempimenti vaccinali non potrà più frequentare ma sarà nuovamente ammesso ai servizi successivamente alla presentazione della documentazione richiesta. In ogni caso, la mancata presentazione della documentazione nei termini sarà segnalata, entro i 10 giorni successivi, alla Asl territorialmente competente che avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.

SCUOLA DELL’OBBLIGO – Per la scuola del primo e secondo ciclo gli adempimenti vaccinali non costituiscono requisito di accesso. La mancata presentazione della documentazione entro i termini previsti sarà segnalata, entro i 10 giorni successivi, dal dirigente scolastico o dal responsabile del centro di formazione professionale regionale all’Asl territorialmente competente che avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento. I genitori che hanno deciso di non vaccinare i propri figli dovranno pagare una sanzione.

 

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