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‘Movimento 5 stelle primo partito, non votate a destra o vi ritroverete con un altro governo flop’, Luigi Di Maio contro tutti da Palermo

Palermo, 27 febbraio 2018 – “Il 4 marzo sarà un ballottaggio: da una parte c’è il centrodestra e dall’altra ci siamo noi. Il centrosinistra è finito. Il voto a loro è un voto a Berlusconi”.

Luigi Di Maio, candidato Premier dei 5 stelle affronta così il suo comizio al teatro Biondo di Palermo. Lo dice subito e senza mezzi termini che la partita non è con il centrosinistra che viene dall’esperienza di governo ma con il rinato centrodestra. Lo sa perchè ha già visto questo copione proprio qui in Sicilia a novembre. Lo sa perchè lo dicono i sondaggi e il sentimento popolare a pochi giorni dal voto.

Per questo il capo politico del movimento dopo l’allontanamento spontaneo di Beppe Grillo si concentra sul vero avversario ma non dimentica il sistema mediatico da sempre al centro degli attacchi pentastellati.

“Molti giornali nazionali in questa campagna elettorale stanno alterando l’equilibrio democratico del Paese, dove resta il grave problema irrisolto del conflitto d’interessi. Corro contro Berlusconi – dice – che ha tre televisioni e i giornali e contro Renzi che ha i tre canali della Rai. Questo modo di fare informazione inciderà”.

Renzi, però, lo liquida con  una battuta “Voglio darvi una notizia: abbiamo assoldato Renzi per la nostra campagna elettorale”. Di Maio, che ha ringraziato le Iene per i servizi che hanno consentito di portare alla luce la vicenda dei versamenti mancati, ha spiegato che per Renzi si è trattato di un ‘boomerang’ visto che tutto il Paese ha saputo in questo modo che il M5s ha restituito 23 milioni. E riferendosi a coloro i quali sono stati espulsi dal movimento dopo lo scandalo ha osservato: ‘Da noi prima di tutto valgono le regole e le regole sono sacre’.

Poi si è concentrato sul vero avversario, il centrodestra: “Il centrodestra non ha un candidato premier. E alla fine dal cappello uscirà un altro Miccichè. Hanno votato Musumeci e si sono ritrovati Miccichè come presidente dell’Ars”.

‘Non votate a destra o avrete un governo inutile come quello siciliano, il flop di Musumeci è già evidente’ ha aggiunto Di Maio a margine del comizio insieme a Giancarlo Cancelleri, leader siciliano dei grillini per il quale ‘il Movimento è la prima forza in Sicilia e nel Paese ma è stato fermato dall’astensionismo’.

Quindi Di Maio ha parlato di quello che i 5 stelle farebbero al governo “Per eliminare la burocrazia bisogna fare meno leggi. In cima al nostro programma c’è l’abolizione di 400 leggi che vi stanno rendendo la vita un inferno. Partiremo da quelle che avrebbero dovuto combattere gli evasori e invece hanno danneggiato la gente”.

“Se dovremo scegliere tra i vostri diritti e i parametri europei sceglieremo gli italiani. Quanti tipi di tasse ci sono in Italia? Dobbiamo cominciare a ridurre questo numero abnorme. E poi la prima tassa da abbassare alle imprese è quella sul lavoro. La Spagna ha fatto un lavoro su questo punto convincendo l’Europa ad essere più elastica sul deficit-Pil. La stessa cosa l’ha fatta la Francia”.

Infine ha annunciato l’ultimo colpo della campagna elettorale prima del voto: “Questa per noi sarà una settimana storica. Giovedì presenterò a Roma tutti i ministri del futuro governo a 5 stelle”. E sul fronte politico ha concluso parlando di regole e territorio “Non sono uomo solo al comando. Io credo nella squadra ma chiunque verrà eletto dovrà rispettare delle regole. Chi si candida con noi deve essere residente nel territorio, non come la Boschi che si candida in Trentino e a Siracusa. L’unico posto in cui non c’è è casa sua dove ha combinato quel che ha combinato. Una volta eletti questi catapultati, che non conoscono il territorio, non li vedrete più”.

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