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Elezioni del 4 marzo. Un voto sempre più di protesta

Monreale, 26 febbraio 2018 – Meno di una settimana alle elezioni e quello che ci interessa è comprendere ciò che pensano gli italiani prima di compiere il loro dovere di cittadini.

Oramai ciò che pensa l’Italiano non è più un segreto, non è neppure necessario raccogliere interviste e estrapolare statistiche. I social parlano, e le parole più ripetute, più digitate e le immagini e i video più condivisi, sono di dura critica e condanna verso il mondo della politica.

L’Italiano degli anni cinquanta, degli anni sessanta, settanta…fino agli anni ’90 poteva scegliere un colore, poteva aderire ad un credo politico e poteva professarlo nei comizi, nei cortei, poteva scontrarsi con il nemico perché lo riconosceva sotto il vessillo che cuciva come un tatuaggio sulla pelle…ma dopo gli anni ottanta nel mondo liquido anche la politica si è liquefatta e come un fiume che esonda ha impantanato idee e ideali, ha coperto terre verdi e terre brulle rendendo tutto indefinibile…destra e sinistra non esistono più.

Allora per chi votare? L’italiano vota sempre più per protesta e sempre meno per convinzione. È stata al potere la sinistra? Non ha soddisfatto il popolo? Allora ora si vota la destra….e la volta successiva al contrario.

Destra e sinistra non esistono più

E volete fare torto all’italiano? Sommerso di debiti senza neppure aver gridato il primo vagito, senza diritti, senza prospettive e non ci siamo soffermati sulle differenze regionali scendendo verso il sud dello stivale.

Qui da noi non si spera più in niente…se i contadini dopo Garibaldi si sono sentiti ingannati noi oggi sappiamo bene dove andremo…dove il nostro denaro è dirottato e che fine faranno i nostri figli.

C’è chi ancora spera, c’è chi ancora lotta e crede ma sempre in minor numero.

Verga, Verga…. Nulla mai cambierà per noi isolani? Complessivamente i cittadini italiani aventi diritto al voto sono: 51,2 milioni (dato aggiornato al 30 giugno 2017), di cui circa 24,8 milioni maschi e 26,4 milioni femmine. Sul totale degli aventi diritto al voto, 4,2 milioni sono gli elettori stimati, residenti all’estero. I giovani alla prima espressione di voto sono stimati oltre 500 mila. C’è chi ancora spera, c’è chi ancora lotta e crede, ma sempre in minor numero.

Perché l’Italiano non è stupido e comprende bene quanto i proclami populisti stiano su di un piano che è lontano dalla realtà, sono promesse senza possibilità di copertura finanziaria.

Il vero auspicio è che sia il 4 marzo una vera vittoria per il popolo italiano e non la supremazia di alcuni leader sui lavoratori e sugli indifesi e che le forze economiche, sociali, intellettuali facciano rete per la realizzazione di uno stato forte e autonomo.

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