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Processo alla mafia monrealese, il comune si costituisce parte civile in appello

Monreale, 22 febbraio 2018 – Il comune di Monreale chiede di costituirsi parte civile anche nel giudizio di appello davanti la Corte d’Assise di Palermo nei confronti di Giuseppe Lucido Libranti, Giuseppe Lombardo e Giuseppe Antonio Vassallo.

I tre furono arrestati nell’ambito dell’operazione Nuovo Mandamento che, con l’arresto di 61 tra boss e gregari tra aprile e ottobre del 2013, smantellò la struttura di Cosa Nostra tra San Giuseppe Jato e Partinico con la creazione di un super mandamento a Camporeale. La prima sezione della Corte d’assise di Palermo ha già inflitto la condanna dell’ergastolo ai tre imputati per l’omicidio, eseguito con il metodo della lupara bianca, di Giuseppe Billitteri. La corte ha condannato al carcere a vita i tre uomini per i reati di omicidio e occultamento del cadavere. 

L’omicidio, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Monreale, avvenne il 22 marzo del 2012 sotto la regia di Libranti e fu eseguito ad Altofonte dentro l’abitazione di Vassallo. Billitteri venne strangolato. Quando la moglie di Billitteri denunciò la scomparsa del marito, i carabinieri avviarono subito le ricerche e fu trovato il cellulare della vittima. Nessuna traccia del corpo però. A parlare dell’omicidio, nel 2014, fu il pentito Giuseppe Micalizzi, che ha confermato e ricostruito nei particolari quanto emerso da alcune intercettazioni. Micalizzi ha raccontato ai pubblici ministeri che i tre imputati principali avrebbero messo il cadavere di Billitteri nel portabagagli della sua auto.

«La decisione, del Comune di Monreale, di costituirsi parte civile nel processo di mafia, nell’ambito dell’operazione Nuovo Mandamento, è una notizia importante per tutti – commenta Massimiliano Lo Biondo del movimento #Oltre – E quindi il compiacimento per un’iniziativa che non ha colori politici ma istituzionali. È una notizia importante per i cittadini, in un territorio sin troppo martoriato dal malaffare». Per Lo Biondo si tratta di un «ulteriore passo che valorizza lo straordinario e importantissimo lavoro che quotidianamente le forze dell’ordine e la magistratura svolgono. «Soprattutto in un territorio – conclude – dove hanno lavorato uomini delle istituzioni come Paolo Borsellino e Pio La Torre, rispettivamente da pretore e consigliere comunale. Ed è soprattutto il modo concreto per onorare la memoria di uomini delle istituzioni, vittime della mafia. In questo senso il Capitano Basile e il D’Aleo, l’appuntato Giuseppe Bommarito, il Carabiniere Pietro Morici».

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