«Pronti a occupare l’assessorato ai Rifiuti», sit-in dei sindaci a Palazzo d’Orleans

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Palermo, 19 gennaio 2018 – «Diteci dove dobbiamo andare a gettare i rifiuti dei nostri comuni». Questo pomeriggio si è svolto il sit-in di una nutrita delegazione di sindaci dei comuni esclusi dal conferimento dei rifiuti a Bellolampo. Ieri è arrivato anche lo stop anche dalla discarica Oikos di Motta Sant’Anastasia che ha chiuso i cancelli a causa di un contenzioso finanziario con Ecoambiante, la ditta che gestisce l’impianti di stabilizzazione di Bellolampo. Oikos ha chiesto una garanzia bancaria o assicurativa di quasi due milioni di euro che Ecoambiente non è in grado di dare, e il contenzioso ha avuto l’effetto di chiudere la discarica nel catanese a tutti i rifiuti provenienti dagli impianti di Ecoambiente, tra cui quelli dei cinquanta comuni. I quali ora non hanno più un luogo in cui conferire la propria immondizia. Allla mobilitazione organizzata a Piazza Indipendenza hanno partecipato diversi sindaci tra cui Vincenzo Geluso di San Cipirello, Angela De Luca di Altofonte, Lapunzina di Cefalù e l’assessore ai Rifiuti di Monreale Giuseppe Cangemi.

Una vicenda sempre più complessa per la quale i sindaci sono ormai sul piede di guerra da parecchi giorni. Dopo lo stop da parte della discarica etnea, i primi cittadini hanno invitato il Prefetto di Palermo a prendere provvedimenti per escludere l’emergenza igienico-sanitaria nei propri comuni.

«Siamo nei guai dai mesi di dicembre – dichiara il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina – quando abbiamo dovuto accettare questo contratto capestro che prevedeva il trasferimento dei rifiuti a Catania. Da due giorni non abbiamo nemmeno questo, per una disputa che vede contrapposte due società private. È una situazione insostenibile, non possiamo mantenere i rifiuti per strada». «Noi sindaci abbiamo tutto in regola e non ci stiamo a pagare il prezzo dell’emergenza – afferma a Meridionews il sindaco di San Cipirello dalla piazza palermitana – Abbiamo serie intenzioni di occupare l’assessorato all’Energie e Rifiuti, non siamo più disponibili a subire questi torti».

 

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