Monreale, 12 gennaio 2017 – «Noi sul dissesto finanziario non abbiamo alcun tipo di responsabilità», lo ha dichiarato ieri la Segretaria comunale, intervenuta nel corso della seduta straordinaria di consiglio comunale. Domenica Ficano che ha assunto la dirigenza ad interim dell’ufficio finanziario, ha esposto, nel corso di un lungo intervento, il lavoro svolto nel corso del proprio mandato da dirigente. Iin particolare si è concentrata nella descrizione della gestione dei debiti inseriti nel Piano di riequilibrio pluriennale, contestato e bocciato dalla Corte dei conti, che doveva servire a portare l’equilibrio nelle casse comunali. «Abbiamo gestito debiti di 32 milioni di euro – ha affermato la segretaria – Su 32 milioni di euro che il consiglio comunale precedente ha approvato, siamo riusciti, con l’aiuto di diversi uffici, a gestire e a pagare solo 7 milioni e 900 mila euro».
I “rimproveri” e le “bacchettate” della Corte dei Conti sulle gravi inadempienze presenti nel Piano di riequilibrio, che poi sarebbero le principali cause della dichiarazione di dissesto, non si riferiscono agli atti compiuti dal 2015 in poi ma agli anni precedenti contemplati nello stesso piano, secondo la Ficano. «La Corte dei conti ha ragione – ha affermato la segretaria comunale – perchè nel momento in cui siamo andati ad analizzare il primo credito che il comune aveva pagato, risultava pagato dal comune due volte e ci sarebbe stata una terza volta».
La segretaria ha poi riportato il caso della querelle con Amat chiusa a favore del comune di Monreale. L’ente ha pagato alla partecipata palermitana 1 milione e 300 mila euro a fronte di un debito di 13 milioni di euro. «Ogni singolo debito è stato controllato e analizzato – ha dichiarato -, molti debiti erano inesistenti. Ci siamo resi conto che il comune di Monreale pagava per una scuola chiusa da molti anni circa 12 mila euro l’anno di energia elettrica, questo debito è stato eliminato. L’ufficio finanziario ha fatto tanto ma nel termine di 45 giorni non può fare un piano di rimodulazione, non ha poteri sovrannaturali. Se l’amministrazione vuole andare avanti, va avanti».