Monreale, 11 gennaio 2017 – Stasera il consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria, sarà chiamato a discutere, ed eventualmente approvare un atto di indirizzo che consentirà all’amministrazione comunale di “aggrapparsi” ad un altro «salvagente» in tema di dissesto finanziario. Grazie alla Finanziaria 2018 potrebbe essere possibile, per i comuni non ancora dichiarati in dissesto, formalizzare la richiesta di adesione a un nuovo piano di riequilibrio. In seguito alle ripetute “bacchettate” inflitte dalla Corte dei conti, è poi giunta la dichiarazione di dissesto, dopo che il comune si era opposto con un ricorso, bocciato dall’organo contabile.
Sulla questione interviene Massimiliano Lo Biondo che ha già annunciato la propria candidatura a sindaco di Monreale per le prossime elezioni amministrative. «Ora il Sindaco, approfittando di una norma della finanziaria 2018, propone, a titolo individuale, di ricorrere di nuovo al piano di riequilibrio – dichiara l’esponente del movimento civico #Oltre – e credo sia importante, amministrativamente soprattutto, sottolineare l’individualità della proposta in quanto la giunta non opera a pieno da dicembre, in quanto 2 suoi ex assessori si sono dimessi, aprendo così l’ennesima crisi di giunta-coalizione. Ciò detto, allora, il sindaco chiede al consiglio comunale di decidere se impegnare o no i cittadini a ripetere questo percorso già bocciato». Lo Biondo contesta al sindaco, che detiene la carica di assessore al bilancio, di non essere stato chiaro con la cittadinanza in almeno due aspetti, uno politico e un altro amministrativo. «Dal punto di vista politico è sotto gli occhi di tutti che da dicembre il sindaco non ha una giunta – evidenzia Lo Biondo – e soprattutto nessuno sa quale sia la sua coalizione e chi lo sostiene in giunta e in consiglio e se dovessimo attenerci, come purtroppo si è costretti, anche gli stessi diretti addetti ai lavori, agli articoli di giornale, allora, dovremmo o potremmo pensare che il risultato del voto di oggi dovrebbe dirci se questo ribaltone c’è o non c’è. C’è o ci sarà».
Sotto l’aspetto amministrativo Lo Biondo rimprovera al primo cittadino di non aver mai comunicato alla cittadinanza le motivazioni e le vicende che hanno portato Monreale al dissesto. «Il sindaco non ha mai ritenuto utile chiarire, alla città e al consiglio, le ripetute bacchettate della corte dei conti, le ragioni della dichiarazioni del dissesto rispetto alle integrazioni prodotte dal Sindaco e le ragioni della bocciatura del ricorso, nonostante le nuove motivazioni dello stesso», continua Lo Biondo.
Se dovesse essere approvato un nuovo Piano di riequilibrio, la città sarebbe chiamata a sanare un mutuo. «Quali sono le ragioni amministrative per cui i cittadini (di oggi e di domani) devono essere chiamati a sanare un grosso mutuo? – conclude il candidato sindaco -. Sperando che ancora oggi non prevalga la “mossa Ponzio-pilatesca” di far slittare la seduta al giorno seguente, dove bastano 10 consiglieri a far aprire la seduta e solo 6 a fare approvare la delibera. Col risultato che ancora la città si sveglierebbe con un mutuo per milioni di euro da pagare, senza tuttavia essere guidata da una giunta, a sua volta sostenuta da una coalizione, a sua volta non rappresentata da una maggioranza consiliare. Così finendo per affermare la famosa frase di Tomasi di Lampedusa “tutto cambia perché nulla cambi”?»