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Consigliere comunale chiede un minuto di silenzio per Riina

Come un fulmine a ciel sereno. Si è alzato un polverone dopo che “Il Vibonese” ha pubblicato un post del consigliere di maggioranza Mimmo Taccone, il quale chiedeva “Un minuto di silenzio x lo zio Totò”. Il sanguinario capo di cosa nostra morto lo scorso 17 novembre.

“Il post è stato rimosso solo dopo la pubblicazione dell’articolo online. Ma ormai era troppo tardi, così come appare tardiva la precisazione del giovane consigliere: “Tengo a precisare che era una frase per sdrammatizzare, del tipo finiamola di elogiare una persona del genere. Una frase che voleva dire a tutti quelli che hanno elogiato la sua morte con frasi fatte che si trattava di un uomo che ha fatto soffrire centinaia di famiglie. Era una frase per dire: smettete di nominarlo come se fosse un dio. Il mondo non ha perso niente. Nel mio piccolo tutti i giorni mi dedico al mio a Caroniti, frazione di Joppolo, senza nessun tipo di salario e sono fiero di questo perché faccio quello che posso per renderlo un paese migliore”.

Intanto, il Codacons, nella persona del presidente regionale, Francesco Di Lieto, passa all’attacco e chiede un intervento chiarificatore sia della Commissione Parlamentare Antimafia sia del prefetto di Vibo Valentia Guido Longo. “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche – scrive Di Lieto – hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, recita la nostra Costituzione. Petanto, leggere che qualcuno chieda ‘Un minuto di silenzio per zio Totò’ non solo è avvilente per la nostra terra, ma rappresenta un insulto alla memoria delle tante, troppe, vittime delle mafie e sia alle loro famiglie, condannate a vivere oppresse da un dolore senza fine. La Calabria merita attenzione – continua – per questo il Codacons ha uffi-
cialmente chiesto al presidente della Commissione Parlamentare Antimafia di trasferire stabilmente la sede dalle lontane stanze di Palazzo San Macuto giù in Calabria…”. L’associazione, infine, sollecita l’intervento del prefetto di Vibo Valentia “affinché valuti, con la massima attenzione, tutti i provvedimenti necessari e urgenti da assumersi per restituire dignità alle istituzioni. Non possiamo derubricare una frase, come quella
scritta dal consigliere comunale, come fosse una battuta di spirito. Si tratta di una frase grave, che va stigmatizzata in modo nettissimo. Altrimenti saremo tutti complici di un intollerabile imbarbarimento”. Il sindaco Carmelo Mazza, dal canto suo,
tende a minimizzare: “Le intenzioni del ragazzo erano altre. Ha solo peccato di ingenuità. Io lo
conosco bene. È una brava persona. Un onesto lavoratore lontano mille miglia da contesti criminali. Comunque sarò io a chiedere udienza al prefetto per fargli conoscere Mimmo e fare chiarezza sull’equivoco”.
La pensa diversamente il consigliere di maggioranza Ambrogio Scaramozzino, per il quale: “Fare politica non significa solo saper amministrare ma, soprattutto, dare esempi sani. Pertanto, il mio auspicio è che il consigliere Taccone si avvii alla conseguenza politica più estrema per restituire all’Ente la piena agibilità politico-amministrativa”. In poche parole, vengono auspicate le dimissioni.
 
Fonte Gazzetta del Sud
Foto Il Vibonese
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