Monreale, 23 novembre 2017 – “Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?” Questo è l’interrogativo che si poneva il grande Gianni Rodari, rispetto alle più rigide, ripetitive e, spesso, persino punitive modalità di un certo modo, tradizionale, obsoleto e arido di organizzare la maggioranza delle attività didattiche, da parte di tanti, troppi insegnanti. Rodari prendeva le distanze dalla convinzione generale che lo studio per essere “serio” ed efficace dovesse risultare rigido, metodico, a tratti ostico e faticoso, agli antipodi rispetto al gioco, alla spontaneità, al sorriso.
Consapevole del fatto che l’apprendere può diventare un processo realmente significativo, solamente quando riesce a coinvolgere la sfera più dinamica, spontanea e creativa della personalità infantile, egli sapeva far divertire i più piccoli, riusciva a tirar fuori da essi quella fantasia, spesso mortificata, a coinvolgere anche i più pigri, a far sentire pienamente partecipi i più timidi e insicuri. Era lui che andava incontro ai bambini, trasmettendo un entusiasmo contagioso e innescando processi metacogniti, conseguenza di un approccio didattico ricco, creativo e stimolante.
Rodari ci ha lasciato un messaggio importantissimo, con la dissacrazione dei luoghi comuni e lo stravolgimento del linguaggio didattico, aiutando “i maestri/e” a liberarsi dal conformismo, senza rimorsi, ad abbandonare inutili pregiudizi e a oltrepassare tutti gli schemi pre-definiti. Oggi più che ieri, viviamo in un mondo dove i condizionamenti appaiono sempre più pressanti e gli stimoli circostanti decisamente “fast”. L’insegnamento di Rodari, pertanto, diventa fondamentale e va ricercato sia nel quotidiano che in circostanze ove la condivisione di prassi dalla forte matrice artistica ed espressiva diventa il fil rouge che lega la didattica dei molteplici contesti d’apprendimento alla creatività, nella valorizzazione della spontaneità.
È di pochi giorni fa, esattamente del 21 Novembre, un’iniziativa nazionale, indetta dal MIUR, dall’eloquente titolo “Nessun parli”, che prevedeva, per un’intera giornata, la possibilità di privilegiare esclusivamente modalità didattiche di tipo artistico, attraverso un approccio espressivo prevalentemente non verbale: attività aperte, esibizioni di danza, concerti, laboratori di disegno, pittura e di arte digitale, al fine di trasformare la scuola in uno stimolante ambiente di apprendimento ricco di opportunità formative per ciascun bambino o ragazzo.
Tra le scuole del comprensorio monrealese, due sono gli istituti che hanno aderito all’iniziativa: l’Istituto Comprensivo Guglielmo II e la D.D. “P. Novelli”, Istituzioni Scolastiche entrambe dirette dalla Dirigente Scolastica Dott.ssa Chiara Di Prima. I piccoli alunni della scuola dell’infanzia del plesso “Badiella” e della scuola primaria del plesso “Mattarella” hanno aderito all’iniziativa con varie attività comunicative non verbali quali: espressione grafico-cromatica, corporea, plastica, sonora e digitale.
Protagonisti dunque i linguaggi musicali e ritmici, i linguaggi mimico-gestuali, i linguaggi grafici, tattili e multisensoriali, espressioni sicuramente alternative, accessibili a tutti, anche a chi evidenzia difficoltà nell’esprimersi attraverso il linguaggio verbale.
Una menzione particolare spetta all’attività di Action painting (Pittura d’azione) “ Come Pollock” organizzata dalla scuola dell’infanzia del plesso “Badiella” durante la quale i bambini hanno lanciato e lasciato gocciolare colore, danzando intorno a grandi fogli bianchi posizionati sul pavimento, mentre una musica di sottofondo ne costituiva la suadente fonte d’ispirazone. Prodotto finale di tale attività, un’opera astratta di grande impatto e suggestione. Questa emozionante performance grafico- pittorica ha poi avuto il suo epilogo, con la simulazione della particolarissima tecnica di Jackson Pollock, da parte di un altro gruppo di bambini, con l’ausilio della LIM.
La Direzione Didattica “Pietro Novelli” ha organizzato un corposo susseguirsi di attività che hanno interessato tutte le classi, centinaia di bambini e decine di insegnanti, all’interno di un caleidoscopico sfondo integratore, determinato dal movimento, dalla musica e dall’espressione grafico-pittorica, integrate fra loro. Un tripudio di sensazioni ed emozioni a briglia sciolta: dalle significative performance coreutiche e musicali, con strumenti di vario genere, alle produzioni pittoriche con tecniche diverse, dalla body percussion (estremamente suggestiva la simulazione del temporale), all’arte grafica digitale…l’Arte, dunque, indiscussa protagonista, in una dimensione eterea e originale che diventa un grande e stimolante setting di apprendimento, efficace e significativo. Due le uniche parole d’ordine concesse: Divertimento e Libertà…insieme ad un elemento particolarmente fulgido e luminoso, quello costituito dall’espressione splendente dei bambini, quando riescono a esprimere pienamente sé stessi, fuori dalle gabbie che noi adulti, spesso, costruiamo intorno a loro, quasi senza accorgercene.
“Utilizziamo solo parole…un numero enorme di parole sempre uguali. In realtà esprimiamo tanto di noi con ciò che parola non è: con la frequenza dei sorrisi, con i gesti, con gli sguardi, con la musica, con i segni.
Chissà perché, siamo ossessionati dalle parole e spesso insegniamo solo quello: Parole.” Nessun Parli.






