Monreale, 23 novembre 2017 – Ennesima fumata nera in consiglio comunale. Rinviata a domani pomeriggio, per mancanza del numero legale, la seduta convocata per procedere all’approvazione del rendiconto finanziario 2016.
Il consiglio comunale, dopo il rinvio delle prime sedute, era stato convocato d’urgenza dal Presidente Di Verde. L’obiettivo è di giungere all’approvazione entro il 13 dicembre, pena la sospensione del consiglio comunale e l’insediamento in sua sostituzione del commissario ad acta.
Ma vi è anche l’esigenza di chiudere questo passaggio in tempi più celeri per consentire alla giunta di deliberare la richiesta di proroga del contratto dei lavoratori precari del comune da sottoporre alla commissione ministeriale. Una rappresentanza di questi lavoratori è stata presente per diverse ore nella speranza di vedere evaso positivamente il documento.
La seduta di questo pomeriggio ha segnato fasi a tratti molto accese.
Il gruppo consiliare del PD, costituito da Sandro Russo (nominato oggi stesso capogruppo), Aurelia Di Benedetto, Rosanna Giannetto, Ignazio Davì, Manuela Quadrante, ad apertura dei lavori ha dichiarato il proprio voto positivo “nel rispetto dei lavoratori precari del comune”.
Il gruppo ha comunque sottolineato le varie criticità evidenziate sia dal collegio dei revisori dei conti che dalla Corte dei Conti, che poi ha proceduto a dichiarare il dissesto finanziario.
Un aspetto che è stato sollevato anche dal consigliere Pippo Lo Coco, che ha accusato il sindaco di non avere relazionato in aula sulle motivazioni del dissesto.
La discussione ha assunto toni molto accesi quando è stato Sandro Russo a prendere la parola.
“Questa amministrazione – ha accusato Russo – dopo 30 anni, ha azzerato i debiti. E’ un risultato storico. Questo è un dato positivo. Ma la Corte dei Conti ha scritto che c’è stata la falsificazione del bilancio, sono stati occultati dei dati, per due anni consecutivi. E il dissesto che ne è conseguito ha causato un danno enorme. Avremmo potuto operare in una condizione di normalità. Sarebbe stato possibile effettuare investimenti, migliorare i servizi per l’infanzia, ridurre anche le tariffe per i cittadini. Adesso tutto questo non si può fare perché qualcuno ha falsificato i bilanci e occultato i dati. Lei continua a sfuggire dalla questione politica. Con chi vuole andare avanti? Con chi l’ha portata a fondo? Non può fare finta di niente, come una mummia egizia, immobile”.
Capizzi ha sostenuto la difesa del piano che, nonostante i rilievi dei revisori dei conti e la tagliola della Corte dei Conti, meriterebbe comunque l’approvazione.
Al momento del voto l’opposizione ha preferito uscire dall’aula facendo venir meno il numero legale.
La seduta è stata rinviata a domani, quando saranno sufficienti 10 consiglieri per la validità della seduta.