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Il maresciallo Giuseppe Giangrande riceve il “Premio Internazionale Nassiriya per la Pace”

Dalla storia del maresciallo monrealese potrebbe nascere un film

Monreale, 11 novembre 2017 – Il premio che avrebbe voluto ricevere il Maresciallo Giuseppe Giangrande, se solo avesse potuto scegliere, sarebbe stato diverso. Dopo anni di missioni aveva in programma di tornare a vivere nella sua mai dimenticata Monreale. Ma nel 2013, dopo essere stato ferito davanti a Palazzo Chigi, le sue scelte presero strade diverse. Il 7 novembre scorso il concittadino ha ricevuto il “Premio Internazionale Nassiriya per la Pace” a Roma, presso la Sala della Crociera del Ministero per i Beni Culturali e delle Attività Culturali e del Turismo. La IV edizione della manifestazione è ideata per commemorare i caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace.

“Giuseppe il premio lo ha sentito suo, non gli ridarà la vita di prima ma lo riempie di gioia”, racconta la sorella Patrizia Giangrande. Il maresciallo monrealese è diventato un ottimo maestro di vita per diversi giovani che si apprestano ad arruolarsi nell’arma. Lo cercano, lo stimano e vedono in lui un esempio da seguire.

Organizzato dall’associazione culturale Elaia e patrocinato dal Ministero della Difesa, dal Ministero ai Beni Culturali, dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno, dal Parco Nazionale del Cilento e dai Comuni di Vallo della Lucania, Camerota e Celle di Bulgheria, il “Premio Internazionale Nassiriya per la Pace” ha cadenza annuale e viene conferito a persone che si sono distinte nel campo sociale ed in particolare per la loro attività di promozione della pace. Alla conferenza stampa sono intervenuti il giornalista Vincenzo Rubano (presidente del Premio), il Presidente del Parco Tommaso Pellegrino, il Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano e il ministro Dario Franceschini. Martina Giangrande ha ritirato il premio per il padre.

Giuseppe Giangrande non ama essere definito un eroe ma per la sua famiglia lo rappresenta, per la sua capacità di reagire agli avvenimenti e alle difficoltà. “Ha sempre il sorriso sulle labbra – dice la sorella – è il nostro punto di riferimento”.  

Faceva parte dei gruppi antisommossa, ha superato due guerre, una in Libano e quella in prima linea in Bosnia, ma la vita è strana a volte e nel 2013  venne ferito mentre prestava rinforzo a Roma. Quel 28 aprile era lì per attività di ordine pubblico nei pressi di Palazzo Chigi, a Piazza Colonna, nel centro di Roma. 

Adesso Giuseppe vive in Toscana e lotta per una battaglia diversa: la figlia Martina. 

Nel 2016 la casa editrice Mondadori ha realizzato un volume intitolato Il prezzo della fedeltà scritto dal colonnello Roberto Riccardi e dallo stesso Giangrande. In questi giorni si vocifera che è stato corteggiato da un noto regista e chissà, magari presto potremmo vedere sugli schermi nazionali Monreale e un coraggioso monrealese.

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